#Tassiamolacocacola

In questi giorni, su tutti i giornali, si parla dei dazi imposti dall’amministrazione Trump ai prodotti alimentari Made in Italy.

Questa mattina ho cercato d’informarmi sulle ricadute di questa misura protezionista sui prodotti della nostra Regione ed in particolare sulla Fontina.

La Fontina, fonte Coldiretti, rientra tra i prodotti “sanzionati”. Esportiamo in USA, 12.670 forme (dati 2018 Ann. Statistico Regionale). Il mercato Americano è un mercato che ha potenzialità di crescita.

Questo dazio comporterà un aumento di circa 10€ al kg sulla fontina, che passerà dagli attuali 40€ a 50€ al kg sul mercato al dettaglio americano. Questa sanzione causerà inoltre un ulteriore danno alla Fontina, inducendo i consumatori verso quei prodotti “farlocchi” che imitano il nostro DOP e che sono già prodotti dalle multinazionali del latte e presenti sul mercato statunitense.

Un altro danno questi dazi lo causeranno anche al mercato dei distillati, e penso qui al génépy e ad altri particolari distillati, prodotti dalla nostra piccola ma effervescente industria di settore, ai quali si aggiungono anche i prodotti della filiera carni che stanno aprendosi ai mercati americani.

Come Valle d’Aosta dobbiamo essere presenti ed attenti a questo tema sia sui tavoli nazionali sia Europei, e individuare, con il nostro assessorato che si sta già occupando del tema, forme di aiuto economico per difendere i prodotti tipici della nostra regione.

Infine raccolgo e amplifico la provocazione di una produttrice di formaggi francese:

Allora perché non tassiamo Coca Cola e Pepsi? Non perché gassate, ma in quanto americane…

Montagna e taglio dei parlamentari.

La recente approvazione del taglio dei parlamentari è senz’altro una positiva novità.

Per i territori di montagna e le aree rurali questa legge può però rappresentare una criticità.

Un problema per la loro rappresentanza, vista la loro ridotta capacità demografica, in pratica lo sappiamo tutti le montagne sono meno densamente popolate!

Vi lascio un twt di Luciano Caveri, che riassume bene il problema : 

“Già in parlamentari delle zone di montagna erano pochi, ora saranno come i panda”

Concordo.

Per cercare di attenuare questo problema, una partita da seguire con attenzione, sarà la scrittura della nuova legge elettorale e la composizione delle nuove circoscrizioni elettorale. É vero, la nostra Valle, con questa legge non corre rischi, la nostra rappresentanza Parlamentare é garantita.

Ma i nostri rappresentanti dovranno porre la giusta attenzione a questo tema, per cercare di garantire rappresentanza democratica a parti importanti del territorio montano, che hanno problemi simili ai nostri.

Più Parlamentari « MONTANARI », ci saranno a Roma, più facile sarà far capire al Parlamento i problemi della Montagna e delle aree rurali.

Qui di seguito, trovate, un commento su questo tema, di Marco Bussone, Presidente di Uncem, sempre attento alla Montagna.

“Negli ultimi due mesi, Uncem ha più volte ripetuto che il taglio dei Parlamentari, approvato oggi alla Camera, non deve tagliare la capacità democratica dei territori rurali e montani di eleggere i propri rappresentanti. Di avere cioé nelle Istituzioni, in Parlamento, una voce certa, continuativa e non occasionale per tutte le aree del Paese, non solo quelle urbane e più densamente popolate. Finora la rappresentanza è sempre stata espressa con numeri importanti dalle città. Un condominio della periferia di Roma conta più di venti Comuni insieme di una valle alpina. I sistemi a preferenza e i sistemi elettorali con grandi circoscrizioni, vedono soccombere i territori, le zone montane e rurali, i piccoli Comuni. Non possiamo accettare sia così o ancor peggio anche dopo il taglio sancito con la legge votata oggi a Montecitorio. Per questo Uncem ha apprezzato l’impegno di molti Deputati, e Senatori, nel ribadire che la legge elettorale sarà decisivanell’evitare che pezzi di Italia non siano più presenti in Parlamento con donne e uomini eletti. Il lavoro da fare nella legge elettorale e nel disegno delle Circoscrizioni sarà decisivo. Vogliamo avere fiducia in quanti oggi e nelle ultime settimane si sono espressi a favore di un riequilibrio della rappresentanza territoriale. Uncem non starà zitto. Perché sappiamo bene, con tutti gli Amministratori locali italiani, che a seguito della modifica costituzionale cambia anche il numero medio di abitanti per ciascun parlamentare eletto. Per la Camera dei deputati tale rapporto aumenta da 96.006 a 151.210. E se non si disegnano intelligentemente i collegi individuando una compensazione territoriale, superando il solo numero di abitanti, la montagna, le aree interne, le zone a bassa densità di abitanti, soccomberanno. Non avranno più riferimenti. E a perdere non saranno queste aree. Ma tutto il Paese”.

Lupo in VdA: il disegno di legge all’esame della Commissione Consiliare

Oggi abbiamo ascoltato in commissione consiliare, i rappresentanti degli agricoltori e degli allevatori Valdostani.

L’argomento era il lupo.

Qui di seguito, trovate il testo all’esame della commissione.

Il lupo è un bellissimo animale, persino epico , ma la VdA, come ha messo in rilievo qualcuno, non è il parco Yellowstone con Yoghi e Bubu , con centinaia di migliaia di ha, a disposizione. 

La nostra Valle, che non dimentichiamolo è montagna ed è popolata fino ad alte quote grazie agli sforzi compiuti da tanti agricoltori per generazioni e generazioni.

Il lupo fa ciò che è nella sua indole naturale, caccia ! 

A volte, le sue prede, sono anche animali al pascolo e di proprietà di qualcuno. 

La convivenza la vedo davvero molto molto difficile. 

Il fenomeno lupo sta assumendo dei contorni preoccupanti!

Il Consiglio regionale approvi in fretta, prima che sia troppo tardi, questo disegno di legge, che introduce misure di prevenzione e di intervento per controllare il fenomeno lupo.

Disegno di legge regionale n. 40 

Misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. 

presentato dalla Giunta regionale 

il 4 settembre 2019 

Atti del Consiglio Consiglio regionale della Valle d’Aosta XV Legislatura – Disegno di legge regionale n. 40

RELAZIONE 

Il territorio della regione, nonostante la ridotta superficie, presenta un’elevata biodiversità dovuta alle grandi differenze di altitudine, esposizione e apporti idrici dei vari ambienti regionali che lo compongono: ghiacciai, laghi e praterie alpine, boschi, zone umide e aree steppiche interne. Ognuno di questi ambienti ospita flora e fauna caratteristiche e pregiate, che costituiscono spesso endemismi territoriali. Tale eccellente situazione ambientale rappresenta sicuramente un alto valore ecologico e, al tempo stesso, costituisce un forte richiamo turistico, sempre più di tipo naturalistico (a tal fine, si ricorda che nel territorio regionale sono presenti il Parco nazionale del Gran Paradiso e il Parco naturale del Mont Avic). 

L’ambiente naturale valdostano è, però, anche frutto dell’opera dell’uomo che, nel non facile territorio alpino regionale, deve da sempre far convivere la tutela ambientale con lo sviluppo socio- economico. La gestione dei pascoli di montagna, tramite il sistema tradizionale della monticazione estiva in alpeggio, costituisce uno dei migliori esempi dell’utilizzo sostenibile del territorio, capace di conciliare la fruizione e la tutela di specie vegetali ed animali e dei loro ambienti. 

Il favorevole contesto ambientale ha favorito negli ultimi anni, anche in Valle d’Aosta, il ritorno di specie una volta scomparse dal territorio regionale, tra cui il lupo. La presenza del lupo, se da un lato è indice positivo di aumento della biodiversità del territorio, dall’altro è causa dell’insorgenza di problematiche di relazione con l’uomo e con gli animali domestici, nei contesti a maggior presenza antropica, e di convivenza con l’allevamento tradizionale di montagna, mettendo in crisi il settore alpicolo regionale. 

Il lupo è una specie tutelata dalla direttiva “Habitat” n. 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e 

seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, recepita a livello statale con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), nonché da una serie di disposizioni contenute nella legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), e, a livello regionale, dalla legge regionale 21 maggio 2007, n. 8 (Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d’Aosta derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Attuazione delle direttive 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Legge comunitaria 2007). 

Il presente disegno di legge reca disposizioni analoghe a quelle contenute nelle leggi delle Province autonome di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018), che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali, subordinatamente al parere preventivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Su tali leggi si è, peraltro, recentemente pronunciata la Corte costituzionale, che ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sulle leggi provinciali citate, giudicando che la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome, che coincidono con quelle statutariamente attribuite alla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. 

Il presente disegno di legge si compone di tre articoli. 

L’articolo 1 prevede che il Presidente della Regione, di concerto con l’Assessore regionale competente in materia di ambiente e risorse naturali, previo parere dell’ISPRA, adotti le misure di prevenzione e di intervento connesse alla gestione della presenza del lupo nel territorio regionale, potendone autorizzare il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione, al fine di proteggere la fauna e la flora selvatiche caratteristiche dei pascoli montani, di conservare i relativi habitat naturali, di assicurare la coesistenza degli animali predatori con l’allevamento tradizionale di montagna e di prevenire danni gravi, specificamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente. L’articolo stabilisce, inoltre, che la Regione trasmetta allo Stato le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva “Habitat”. 

Infine, gli articoli 2 e 3 recano, rispettivamente, la clausola di invarianza finanziaria e la dichiarazione d’urgenza. 

Disegno di legge regionale n. 40 

Art. 1 

(Misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo ai fini della conservazione e della gestione tradizionale dei pascoli di montagna) 

  1. Il Presidente della Regione, di concerto con l’Assessore regionale competente in materia di ambiente e risorse naturali, con proprio decreto, previo parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), limitatamente alla specie Canis lupus, può autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione di esemplari di detta specie, a condizione che non esistano altre soluzioni valide e che tali azioni non pregiudichino il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. Tali azioni sono adottate al fine di proteggere la fauna e la flora selvatiche caratteristiche dei pascoli montani, di conservare i relativi habitat naturali, di assicurare la coesistenza degli animali predatori con l’allevamento tradizionale di montagna e di prevenire danni gravi, specificamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente. 
  2. La Regione trasmette allo Stato le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. 

Art. 2 

(Clausola di invarianza finanziaria) 

1. All’attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. 

Art. 3 

(Dichiarazione d’urgenza) 

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. 

Pe ne pa pedre le tsemeun de l’#Autonomie, non perdiamo la strada della Democrazia.#75ansluttedesmaquisards

Oggi a Quart, si è svolta la commemorazione dei tragici avvenimenti che dal 17 al 23 agosto 1944, portarono ormai 75 anni fa alla distruzione dei villaggi di Trois-Villes.Alla manifestazione organizzata dall’Anpi Regionale e dall’Amministrazione Comunale, hanno partecipato alcuni reduci di quei tristi avvenimenti. La manifestazione è iniziata con il saluto della comunità di Quart, portato dal Sindaco Eugenio Acheron, che ha messo in evidenza il valore del ricordo per le nuove generazioni, ha poi tenuto il discorso ufficiale per l’ANPI il professor Raimondo Donzel che ha messo in evidenza l’importanza dei valori di democrazia e libertà ereditati dalla lotta di Liberazione. A nome del Consiglio Regionale ho portato i saluti della Presidente Emily Rini e di tutta l’Assemblea.Era presente a Trois-Villes a rappresentare il Consiglio Regionale anche la Consigliere Manuela Nasso. Ritengo che mai come oggi siano da ricordare i valori di #Democrazia, di #Libertà ed #Autonomia conquistati con la lotta di Liberazione e tramandatici da personaggi come il Senatore Cesare Dujany, Anna Cisero Dati e Ida Désandré che salivano sempre a Trois-Villes per portare la loro testimonianza e ci esortavano a “ne pa padre lo tsemeun de l’Autonomie”, a non perdere la strada della democrazia. Nel mio breve intervento, ho messo in evidenza l’attualità e la necessità per la Valle D’Aosta di ripartire da questi valori.”..Non è sufficiente fermarsi all’analisi di ciò che non funziona o di ciò che non ha funzionato, dobbiamo mettere in evidenza cosa c’è di buono nella nostra Valle D’Aosta, costruito grazie all’Autonomia ed alla Democrazia. La partecipazione di molti giovani alle tante associazioni di volontariato che con la loro passione contribuiscono alla vita sociale delle nostre comunità è un valido esempio; è da qui che bisogna ripartire.I nostri partiti stanno perdendo di vista il loro ruolo, che è quello di dare vita a progetti e strategie per contribuire a risolvere i problemi dei Valdostani… e non di baruffare.Cè bisogno dell’impegno di tutti Autonomisti e non, come nel dopoguerra, per rinforzare i nostri rapporti, la nostra vita sociale, ci sono troppe incomprensioni, a volte anche rabbia, che attraversano la nostra Vda.Dobbiamo superare questa fase, perché non è insultando le persone che si risolvono i problemi, vorrei infatti chiedere a tutti, guardando sia il panorama nazionale che regionale, se non ci capita mai di fermarci un attimo e riflettere sulle conseguenze che le nostre parole, i nostri post, i nostri tweet e le nostre azioni ( parlo sopratutto di noi politici) provocano nelle coscienze di molti”.

Ha chiuso la manifestazione Erika Guichardaz, che ha ringraziato tutti i presenti per aver testimoniato il valore della Resistenza e l’Amministrazione Comunale per i lavori di manutenzione e di ampliamento di questa area così importante per la memoria collettiva della Valle D’Aosta.,

Agosto e il Governo che non c’è…

In questo fine settimana ho partecipato ad alcuni eventi e ho incontrato numerose persone, con le quali ho scambiato quattro chiacchiere; ovviamente l’argomento principale é la crisi politica e l’atteggiamento di Salvini di questi ultimi giorni. 

Devo dire che i Valdostani non sono stupiti di quanto accaduto anzi…

Ovviamente conoscendo il mio impegno politico, mi chiedono: “e cosa farà l’Union, in caso di elezioni anticipate?”

Al di là di alcune considerazioni personali, dico: non sono in grado di rispondere.

Il movimento non riunisce il Comité Fédéral e quindi aspetto, come molti, di conoscere la posizione ufficiale assunta sulla questione, ma di più non so.

Tanti a quel punto mi rispondono, «non é così, la verità é che volete come al solito tenere tutto nascosto». No, il dramma vero è che su questo ed altri argomenti non dibattiamo e non abbiamo quindi una posizione condivisa. 

Ho letto, insieme a voi, dichiarazioni del Presidente Lavevaz, su strategie concordate tra gli Autonomisti sulle  prossime elezioni comunali e sulla futura federazione degli Autonomisti, tutto però messo in discussione dai partecipanti…

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che l’ultima volta che ci siamo riuniti come Comité Fédéral, é stato ormai tre settimane fa…(tra l’altro i consiglieri regionali, fatta eccezione per il capogruppo, partecipano al Comité solo come uditori).

Abbiamo un sacco di problemi d’affrontare, come movimento, tra i quali la necessità di parlare e dibattere con i Valdostani per riempire con contenuti validi e condivisi il prossimo progetto federativo Autonomista, perché questo progetto non deve essere solo un’attività di vertice per regolare vecchi conti, cosa che a me pare interessi e giustamente, veramente poco ai Valdostani.

Sopratutto non dobbiamo cadere nel « piège  » di ridurre tutto il dibattito politico, in una classifica tra buoni e cattivi Autonomisti, e lo dico per primo a me stesso, inserendo i valdostani a seconda di come uno uno la pensi, o nella categoria “liberi pensatori” o in quella “di manovratori”. Parliamo di contenuti…semplici : di mobilità, di sanità, di agricoltura, di buona politica, cose che capisce la gente, non facciamo come la sinistra intellettuale che si ritrovava solo e sola a Capalbio.

Abbiamo poi appena iniziato un nuovo e difficile percorso politico in regione, con numerosi punti da « trancher » tra cui la norma sull’elezione diretta del Presidente della Regione e altre urgenti  questioni  amministrative per realizzare provvedimenti per il rilancio dell’economia regionale, così come azioni per stimolare la creazione di posti di lavoro ai nostri giovani, che sempre più spesso cercano sbocchi occupazionali fuori della VdA.

Alla luce di tutti questi argomenti sul tavolo, e non ultima una delle crisi politica/parlamentare più strana ed incredibile degli ultimi anni, a detta di tutti i commentatori, il Comité Fédéral non viene convocato e siamo ancora in attesa di sederci attorno ad un tavolo, perché tutti e dico tutti ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità.

D’altra parte è giusto così: in Italia è tutto tranquillo, in montagna si sta al fresco, al mare si fa il bagno e nulla é capitato di rilevante, qui poi “evviva”, governiamo con tutta facilità… 

O no?

Viva i Comuni: piccole, grandi patrie: #fusione #associazione parliamone con i Valdostani.

In queste settimane, si parla molto di comuni in VdA, anche grazie alle sollecitazioni del disegno di legge presentato dai consiglieri Aggravi, Gerandin, Restano. Il Consiglio regionale, a settembre, dovrà finalmente approvare la legge per l’elezione dei Sindaci e, subito dopo, mettersi al lavoro per il riordino della legge sulle funzioni e i servizi associati dei Comuni, la famosa legge 6 di cui tutti gli addetti ai lavori parlano, ma questo non è solo un’argomento per gli addetti ai lavori, è una questione che dobbiamo discutere con i Valdostani perché un dato é certo: per diminuire i costi e di conseguenza le tasse di competenza comunale, i Comuni devono trovare, tra loro, delle forme di collaborazione.

Sulle forme di fusione e di associazione si deve aprire un dibattito tra i Sindaci e la popolazione.

I Valdostani sono infatti i primi fruitori e «pagatori” dei servizi comunali e devono quindi essere messi al corrente di queste nuove leggi che si stanno elaborando, perché il cittadino, in estrema sintesi, vuole dal suo Comune dei servizi efficienti a dei costi contenuti.

Per sgombrare i dubbi, ritengo che la sopravvivenza dei nostri 74 comuni sia fondamentale per l’Autonomia della nostra Valle, ma credo anche che l’argomento “fusione” non possa più essere ritenuto un tabù, purché le decisioni sull’eventuale fusione tra Comuni siano le stesse comunità interessate a deciderle, attraverso un processo referendario.

Non penso in effetti che l’efficacia di una buona amministrazione comunale, risieda solo sulla numerosità o meno dei Comuni presenti su un territorio, ma dalla capacità e dalla volontà dei singoli comuni di collaborare tra loro.

Non aspettiamo sempre che le riforme le faccia qualcun altro ma cominciamo a confrontarci.

Per meglio conoscere il tema fusione e/o associazione tra Comuni, segnalo quest’articolo http://www.issirfa.cnr.it/roberto-louvin-fusioni-comunali-e-gestione-associata-diversita-di-percorsi-tra-italia-e-svizzera-novembre-2012.html di Robert Louvin, professore di diritto pubblico comparato, nonché presidente della Commissione Paritetica, nel quale viene analizzata la differenza tra il caso Italiano e Svizzera.

Sì, proprio la Svizzera, una nazione dove qualcosa delle teorie Federaliste è stato ed è applicato…

FERROVIA DELLA VALLE D’AOSTA: BINARIO VIVO!

 

La nostra ferrovia deve uscire dalla situazione di marginalità in cui versa ormai da molti decenni e deve diventare, in tempi ragionevoli, ma certi, l’asse di un sistema performante di trasporto pubblico. Basta binari morti! E’ un sogno? Un’utopia?

L’obiettivo realistico che possiamo raggiungere è passare dalle attuali 2 h 00 di viaggio per Porta Susa e 2h10 per Porta Nuova ad 1h 30 per Porta Susa e un 1h 40 per Porta Nuova. Si può fare e sarebbe già un primo passo per i tanti frequentatori,ovvero studenti e lavoratori oltre che turisti che “vivono” questa tratta con frequenza.

Nell’immediato, con l’entrata in funzione dei treni bimodali, (prevista in autunno 2019), si potrà raggiungere Porta Susa in 1h.50. I tempi necessari per la realizzazione completa dell’investimento, ovvero circa 150 milioni (attualmente ne sono già disponibili 36 milioni) solo per la tratta Ao/To sono indicati fra 6 e gli 8 anni. Io sono convinto che siano investimenti giusti, importanti interventi strategici fondamentali per lo sviluppo della nostra regione e per la qualità della vita dei valdostani, che già troppo hanno atteso.

E’ vero, il mio Movimento è stato forza di governo in questi anni e poteva fare di più. Oggi però lamentarsi del passato non serve e non produce risultati. Sul passato non possiamo agire. Ripartiamo quindi dalla volontà e dalla determinazione. Oggi la ferrovia deve trovare nuovi impulsi e persone che si battano per raggiungere questi grandi traguardi.

La IV commissione si occupa, tra le altre cose, anche di trasporti e, nel corso dell’ultima riunione, abbiamo analizzato, con la presenza dell’Assessore Bertschy, il programma strategico degli interventi sulla linea ferroviaria Torino-Aosta.

Mi piace quindi condividere I punti discussi che sono a grandi linee due:

— elettrificare, ammodernare e velocizzare la linea Aosta- Torino

— riattivare la linea Aosta Pré-Saint-Didier, dopo opportuni studi e analisi economiche, valorizzandone le potenzialità turistiche.

Ce la possiamo fare da soli? No! Le risorse regionali non basterebbero!

Il ministro Toninelli deve quindi fare la sua parte, deve mettere le risorse necessarie e deve rispondere alle sollecitazioni della Regione. Il mio impegno sarà quello di lavorare per questo traguardo, difficile ma non impossibile, coinvolgendo e sollecitando ogni attore possibile a partire dai nostri rappresentanti a Roma, al di là di ogni schieramento e partito, perchè qui oggi, è ora di pensare a un rapido cambio di passo, per il bene della nostra Valle e di chi la abita e frequenta, viaggiando su rotaia e con un occhio sempre attento all’ambiente!

Dati Istat calo delle nascite: come affrontarlo. Azioni a favore delle famiglie, della natalità, della qualità della vita.

Gli ultimi dati pubblicati da Istat confermano un fatto negativo, il crollo delle nascite, anche la nostra regione non è immune da questo fenomeno. È necessario fin da subito affrontarlo. Due settimana fa il Consiglio Regionale ha preso l’impegno, entro la fine del 2019, di studiare e di attuare dei provvedimenti a sostegno della natalità e della conciliazione tra i tempi lavorativi e il tempo trascorso in famiglia. Tema a me caro, che si configura come una delle sfide dei prossimi decenni.

Posto che, diciamolo subito, è un argomento che non deve riguardare solo il genere femminile ma la famiglia tutta, quali sono gli aspetti da tenere maggiormente in considerazione nel corso dei lavori delle Commissioni consiliari che se ne occuperanno?

Calo delle nascite: come affrontarlo? Prendiamo esempio dal Sudtirol!

Partendo innanzitutto, come spesso capita, dai dati. Come si può facilmente evincere dal grafico qui sotto (fonte: Ufficio statistiche regione), se le nascite (colonne gialle) nel corso di 10 anni, quindi dal 2007, sono progressivamente diminuite, i decessi (colonne blu) sono altresì aumentati. Le nascite hanno subito, come si nota nel grafico, negli ultimi 3 anni presi in considerazione (dal 2015 al 2017), un drastico calo.

Va da sé che questo dato, seppur riguardante tutti i comuni valdostani, risulta essere particolarmente significativo in riferimento ai piccoli comuni, già a rischio di spopolamento.  

Dopo un’analisi approfondita dei dati e prima di iniziare un ragionamento su possibili soluzioni, diamo uno sguardo anche ad altre regioni alpine. Bolzano è una delle poche provincie in Italia con un saldo positivo in natalità: prendiamo esempio dalle azioni intraprese da queste realtà in questo settore!

Conciliazione tempo lavorativo/tempo famigliare: alcuni spunti

Era già un punto fondamentale nel nostro programma elettorale della passata tornata: l’attuazione di provvedimenti legislativi per la conciliazione tra il lavoro e gli obblighi familiari, con l’obiettivo primario di facilitare le neo-mamme e i neo-papà nella gestione dei primi anni di vita del figlio.

Creiamo un’agenzia per la famiglia, in grado di mettere in campo politiche volte al benessere famigliare e ad incentivare la natalità. Un provvedimento immediatamente attuabile? La creazione di un bonus per i figli in età da 0 a 6 anni per garantire condizioni stabili di vita famigliare nonché la semplificazione dell’accesso agli asili-nido con l’innalzamento dell’ISEE. Studiamo interventi normativi/finanziari per facilitare “lo stare a casa” della neo-mamma o del neo-papà, nei primi anni di vita del figlio.

Un ultimo suggerimento, restringendo il campo ad un aspetto cruciale per i genitori di figli in età scolare: come gestire il tempo dei compiti a casa? Interessante l’idea del ministro dell’educazione francese, che coniando lo slogan DEVOIRS FAITS, ha l’intento di far arrivare a casa i ragazzi con i compiti già fatti, les devoirs faits appunto, attraverso l’istituzione di una sorta di dopo scuola strutturato (un temps d’étude accompagné). Per approfondire il tema, ne ho già parlato qui: https://jeanbarocco.blog/2019/06/11/domani-ultimo-giorno-di-scuola-compiti-a-casa-si-o-no/

Ben venga dunque questo impegno preso dal Consiglio, nella speranza che, e questo diciamocelo tutti, non si concluda solo con un gruppo di studio ma che si concretizzino davvero dei provvedimenti che vadano a migliorare queste criticità!

Per approfondire: intervento completo in Consiglio Regionale

Mobilità sostenibile in Valle d’Aosta? Si può!

Tempo di vacanze, tempo di giri in bici! A partire dall’anno passato l’Onu promuove con forza il tema a me caro della mobilità sostenibile (istituendo anche una giornata dedicata alla bicicletta, il 3 giugno), con lo scopo di incoraggiare gli stati membri ad includere tale mezzo di trasporto nelle politiche e nei programmi di sviluppo internazionali, nazionali e regionali.

Nel nostro paese però siamo indietro: solo 5 italiani su 100 vanno in bici, secondo la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Come fare per incentivare questa tipologia di mobilità sostenibile?

L’esempio olandese: Amsterdam dice addio alle auto

Recentemente, abbiamo letto un’interessante notizia: Amsterdam punta a dire addio alle auto a benzina e diesel, lasciando libero accesso solo ai veicoli elettrici. È quanto accadrà dal 2030, secondo quanto annunciato dal Consiglio Comunale della città. Ma non solo. Già da luglio 2019, la città eliminerà migliaia di parcheggi sostituendoli con nuove ciclabili, parchi e marciapiedi. L’Olanda era al lavoro da tempo per eliminare i veicoli più inquinanti dalle proprie strade entro il 2025 ma adesso Amsterdam fa sul serio e punta a regalare la città ai ciclisti e ai pedoni.

E in Valle d’Aosta?

E nella nostra regione com’è la situazione? Molto ancora c’è da fare per far sì che questo mezzo di trasporto venga percepito come una reale risorsa, sia per migliorare la qualità della vita dei residenti, sia per creare nuovi flussi turistici. Attualmente però le cose si stanno muovendo: in Consiglio Regionale ci stiamo occupando di mobilità sostenibile, e, aspetto importante, nonostante i continui “malumori politici” siamo riusciti a creare un gruppo tra tutte le forze politiche, per scrivere una legge insieme su quest’argomento, perché pensiamo che amare l’ambiente non sia né di destra né di sinistra, ma sia una preoccupazione che dobbiamo aver tutti.

Vélo Vallée: la Valle d’Aosta in bicicletta

La mia idea è di lavorare ad un progetto che abbia lo scopo di ampliare le piste ciclabili valdostane, aggiungendo le future piste ciclabili di Aosta a quelle già esistenti dell’asse centrale, come Velodoire.
Il tutto in un progetto condiviso e coordinato con i comuni valdostani, con l’obiettivo di migliorare non solo il tenore di vita dei residenti ma anche di incrementare il turismo a due ruote. Si configurerebbe poi, inoltre, come un’opportunità di occupazione, senza contare i guadagni dal punto di vista ambientale: quanti co2 risparmiati in atmosfera?

Se, è vero, la strada è ancora lunga, è altresì già tracciata: proseguiamo in questa direzione, condividiamo, dialoghiamo tra tutti gli attori coinvolti, per una Valle d’Aosta (più) green!

Sull’elezione diretta del presidente: il mio intervento in Consiglio Regionale (sintesi)

Diciotto è il paradosso ed il limite della politica in Valle d’Aosta.

Diciotto sono i consiglieri che sono necessari per formare una maggioranza con un programma per governare.

In consiglio regionale, sediamo in 35 e non siamo riusciti, in questo primo anno, a concretizzare un progetto politico di una certa stabilità.

Al Popolo, così tanto citato in questo periodo, infatti poco importa se governerà il Signor Rossi o la Signora Bianchi, ma chiede che i problemi siano, se non risolti, almeno affrontati con progettualità e che ci sia stabilità e, soprattutto, chiede di non assistere ai soliti teatrini e ai “pseudo bisticci” per qualche sedia.

Ma per fare ciò è necessario ragionare sulle regole del gioco.

Il nostro consiglio regionale, credo debba tornare ad elaborare soluzioni istituzionali che garantiscano stabilità per affrontare e risolvere i problemi.

È necessario superare il paradosso ed il muro del numero diciotto.

Il recente dibattito che si sta formando sulla recente proposta Bertin (Rete Civica) sull’elezione diretta del Presidente della regione si arricchisce di contributi ogni giorno.

La fredda reazione di alcuni, mi lascia stupito, soprattutto mi colpisce la scarsa volontà di approfondire, questa proposta, cioè l’elezione diretta del Presidente della Regione, che si rifà ad un modello federalista di tipo svizzero, che tanto abbiamo studiato.

La legge elettorale che entrerà in vigore fra pochi giorni lascia inalterata la questione del premio di maggioranza che ha determinato, in questi anni, la formazione di maggioranze risicate 18/17… con tutti gli inconvenienti del caso che ben conosciamo e che hanno prodotto il pessimo film dal titolo “Sindrome 18”.

Ritengo poi forse un po’ presuntuoso che si possa affermare che le modalità di voto e di elezione del Presidente non siano una priorità per i valdostani.

Fa riflettere infatti l’aumento del numero di Valdostani che non si recano più alle urne, e non solo per le elezioni Europee.

È una disaffezione che capisco. È la comprensibile reazione di chi è stufo della mancanza di risposte ai problemi reali, dell’elevata conflittualità tra i principali partiti, dei cambi di casacca. I Valdostani sono stufi di pastette e accordi sottobanco e l’elenco potrebbe essere lungo. Hanno ragione!

L’elezione diretta del Presidente interessa tutti e non è cosa da decidere nelle “oscure stanze” per poter mantenere, in capo ai partiti, quelle stantie procedure di scelta.

La nuova “casa autonomista” della politica non deve essere solo trasparente, il cittadino non deve solo guardare attraverso i vetri, ma deve poter entrare, sedersi, discutere e partecipare.

Facciamo in modo che “Sindrome 18” resti solo il ricordo di un brutto film e non il titolo di una serie TV con tanti, inguardabili, episodi.

Al link di seguito, il video completo del mio intervento: https://www.facebook.com/baroccojean/videos/2511367735561905/