Pe ne pa pedre le tsemeun de l’#Autonomie, non perdiamo la strada della Democrazia.#75ansluttedesmaquisards

Oggi a Quart, si è svolta la commemorazione dei tragici avvenimenti che dal 17 al 23 agosto 1944, portarono ormai 75 anni fa alla distruzione dei villaggi di Trois-Villes.Alla manifestazione organizzata dall’Anpi Regionale e dall’Amministrazione Comunale, hanno partecipato alcuni reduci di quei tristi avvenimenti. La manifestazione è iniziata con il saluto della comunità di Quart, portato dal Sindaco Eugenio Acheron, che ha messo in evidenza il valore del ricordo per le nuove generazioni, ha poi tenuto il discorso ufficiale per l’ANPI il professor Raimondo Donzel che ha messo in evidenza l’importanza dei valori di democrazia e libertà ereditati dalla lotta di Liberazione. A nome del Consiglio Regionale ho portato i saluti della Presidente Emily Rini e di tutta l’Assemblea.Era presente a Trois-Villes a rappresentare il Consiglio Regionale anche la Consigliere Manuela Nasso. Ritengo che mai come oggi siano da ricordare i valori di #Democrazia, di #Libertà ed #Autonomia conquistati con la lotta di Liberazione e tramandatici da personaggi come il Senatore Cesare Dujany, Anna Cisero Dati e Ida Désandré che salivano sempre a Trois-Villes per portare la loro testimonianza e ci esortavano a “ne pa padre lo tsemeun de l’Autonomie”, a non perdere la strada della democrazia. Nel mio breve intervento, ho messo in evidenza l’attualità e la necessità per la Valle D’Aosta di ripartire da questi valori.”..Non è sufficiente fermarsi all’analisi di ciò che non funziona o di ciò che non ha funzionato, dobbiamo mettere in evidenza cosa c’è di buono nella nostra Valle D’Aosta, costruito grazie all’Autonomia ed alla Democrazia. La partecipazione di molti giovani alle tante associazioni di volontariato che con la loro passione contribuiscono alla vita sociale delle nostre comunità è un valido esempio; è da qui che bisogna ripartire.I nostri partiti stanno perdendo di vista il loro ruolo, che è quello di dare vita a progetti e strategie per contribuire a risolvere i problemi dei Valdostani… e non di baruffare.Cè bisogno dell’impegno di tutti Autonomisti e non, come nel dopoguerra, per rinforzare i nostri rapporti, la nostra vita sociale, ci sono troppe incomprensioni, a volte anche rabbia, che attraversano la nostra Vda.Dobbiamo superare questa fase, perché non è insultando le persone che si risolvono i problemi, vorrei infatti chiedere a tutti, guardando sia il panorama nazionale che regionale, se non ci capita mai di fermarci un attimo e riflettere sulle conseguenze che le nostre parole, i nostri post, i nostri tweet e le nostre azioni ( parlo sopratutto di noi politici) provocano nelle coscienze di molti”.

Ha chiuso la manifestazione Erika Guichardaz, che ha ringraziato tutti i presenti per aver testimoniato il valore della Resistenza e l’Amministrazione Comunale per i lavori di manutenzione e di ampliamento di questa area così importante per la memoria collettiva della Valle D’Aosta.,

Agosto e il Governo che non c’è…

In questo fine settimana ho partecipato ad alcuni eventi e ho incontrato numerose persone, con le quali ho scambiato quattro chiacchiere; ovviamente l’argomento principale é la crisi politica e l’atteggiamento di Salvini di questi ultimi giorni. 

Devo dire che i Valdostani non sono stupiti di quanto accaduto anzi…

Ovviamente conoscendo il mio impegno politico, mi chiedono: “e cosa farà l’Union, in caso di elezioni anticipate?”

Al di là di alcune considerazioni personali, dico: non sono in grado di rispondere.

Il movimento non riunisce il Comité Fédéral e quindi aspetto, come molti, di conoscere la posizione ufficiale assunta sulla questione, ma di più non so.

Tanti a quel punto mi rispondono, «non é così, la verità é che volete come al solito tenere tutto nascosto». No, il dramma vero è che su questo ed altri argomenti non dibattiamo e non abbiamo quindi una posizione condivisa. 

Ho letto, insieme a voi, dichiarazioni del Presidente Lavevaz, su strategie concordate tra gli Autonomisti sulle  prossime elezioni comunali e sulla futura federazione degli Autonomisti, tutto però messo in discussione dai partecipanti…

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che l’ultima volta che ci siamo riuniti come Comité Fédéral, é stato ormai tre settimane fa…(tra l’altro i consiglieri regionali, fatta eccezione per il capogruppo, partecipano al Comité solo come uditori).

Abbiamo un sacco di problemi d’affrontare, come movimento, tra i quali la necessità di parlare e dibattere con i Valdostani per riempire con contenuti validi e condivisi il prossimo progetto federativo Autonomista, perché questo progetto non deve essere solo un’attività di vertice per regolare vecchi conti, cosa che a me pare interessi e giustamente, veramente poco ai Valdostani.

Sopratutto non dobbiamo cadere nel « piège  » di ridurre tutto il dibattito politico, in una classifica tra buoni e cattivi Autonomisti, e lo dico per primo a me stesso, inserendo i valdostani a seconda di come uno uno la pensi, o nella categoria “liberi pensatori” o in quella “di manovratori”. Parliamo di contenuti…semplici : di mobilità, di sanità, di agricoltura, di buona politica, cose che capisce la gente, non facciamo come la sinistra intellettuale che si ritrovava solo e sola a Capalbio.

Abbiamo poi appena iniziato un nuovo e difficile percorso politico in regione, con numerosi punti da « trancher » tra cui la norma sull’elezione diretta del Presidente della Regione e altre urgenti  questioni  amministrative per realizzare provvedimenti per il rilancio dell’economia regionale, così come azioni per stimolare la creazione di posti di lavoro ai nostri giovani, che sempre più spesso cercano sbocchi occupazionali fuori della VdA.

Alla luce di tutti questi argomenti sul tavolo, e non ultima una delle crisi politica/parlamentare più strana ed incredibile degli ultimi anni, a detta di tutti i commentatori, il Comité Fédéral non viene convocato e siamo ancora in attesa di sederci attorno ad un tavolo, perché tutti e dico tutti ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità.

D’altra parte è giusto così: in Italia è tutto tranquillo, in montagna si sta al fresco, al mare si fa il bagno e nulla é capitato di rilevante, qui poi “evviva”, governiamo con tutta facilità… 

O no?

Viva i Comuni: piccole, grandi patrie: #fusione #associazione parliamone con i Valdostani.

In queste settimane, si parla molto di comuni in VdA, anche grazie alle sollecitazioni del disegno di legge presentato dai consiglieri Aggravi, Gerandin, Restano. Il Consiglio regionale, a settembre, dovrà finalmente approvare la legge per l’elezione dei Sindaci e, subito dopo, mettersi al lavoro per il riordino della legge sulle funzioni e i servizi associati dei Comuni, la famosa legge 6 di cui tutti gli addetti ai lavori parlano, ma questo non è solo un’argomento per gli addetti ai lavori, è una questione che dobbiamo discutere con i Valdostani perché un dato é certo: per diminuire i costi e di conseguenza le tasse di competenza comunale, i Comuni devono trovare, tra loro, delle forme di collaborazione.

Sulle forme di fusione e di associazione si deve aprire un dibattito tra i Sindaci e la popolazione.

I Valdostani sono infatti i primi fruitori e «pagatori” dei servizi comunali e devono quindi essere messi al corrente di queste nuove leggi che si stanno elaborando, perché il cittadino, in estrema sintesi, vuole dal suo Comune dei servizi efficienti a dei costi contenuti.

Per sgombrare i dubbi, ritengo che la sopravvivenza dei nostri 74 comuni sia fondamentale per l’Autonomia della nostra Valle, ma credo anche che l’argomento “fusione” non possa più essere ritenuto un tabù, purché le decisioni sull’eventuale fusione tra Comuni siano le stesse comunità interessate a deciderle, attraverso un processo referendario.

Non penso in effetti che l’efficacia di una buona amministrazione comunale, risieda solo sulla numerosità o meno dei Comuni presenti su un territorio, ma dalla capacità e dalla volontà dei singoli comuni di collaborare tra loro.

Non aspettiamo sempre che le riforme le faccia qualcun altro ma cominciamo a confrontarci.

Per meglio conoscere il tema fusione e/o associazione tra Comuni, segnalo quest’articolo http://www.issirfa.cnr.it/roberto-louvin-fusioni-comunali-e-gestione-associata-diversita-di-percorsi-tra-italia-e-svizzera-novembre-2012.html di Robert Louvin, professore di diritto pubblico comparato, nonché presidente della Commissione Paritetica, nel quale viene analizzata la differenza tra il caso Italiano e Svizzera.

Sì, proprio la Svizzera, una nazione dove qualcosa delle teorie Federaliste è stato ed è applicato…