Accordo SVP/ LEGA in SudTirolo ed in Valle?

Oggi, leggendo i giornali online, ho trovato una notizia, che potrebbe interessare la politica della nostra VdA.

Gli articoli, riguardano l’accordo raggiunto in Sudtirolo tra Lega e SVP, per il governo della Provincia Autonoma di Bolzano. Per perfezionare l’accordo, è stata necessaria una missione in Sudtirolo del plenipotenziario leghista Calderoli, che Sabato ha incontrato a Bolzano l’Obman della SVP, Philipp Achammer, il Presidente della Provincia, Arno Kompatcher ed il leader storico della SVP, Louis Durwalder.In questi incontri, il leader leghista ha rassicurato i Sudtirolesi, sul  disegno di legge sul taglio dei parlamentari. Infatti grazie ad un apposito e repentino emendamento, preparato appositamente da Calderoli,  la Regione Trentino Alto Adige, vedrà confermata l’elezione al Parlamento di 6 senatori, in sintesi tre per Bolzano e tre per Trento, come avviene attualmente.Questo emendamento, supera così il paventato taglio di 3 Senatori, come previsto da una frettolosa scrittura del disegno di legge in questione.La cosa, aveva messo in agitazione la comunità Sudtirolese. Sebastian Kurz, Cancelliere Austriaco, aveva espresso anch’esso, tutta la sua preoccupazione su questo argomento.L’accordo è stato approvato oggi, anche dal parlamentino della SVP, con 503 sì, 16 astenuti nessun voto contrario. I sì hanno vinto con il 96,6 % .

Questo accordo raggiunto da Lega e SVP, mette fine ad una collaborazione del partito di raccolta Sudtirolese con il centrosinistra italiano, che durava ormai da molti anni.

Le recenti sconfitte elettorali del Pd ed anche il calo dei consensi dell’SvP (passata da 18 a 15 consiglieri in consiglio provinciale ) lo rendevano nei fatti impraticabile.

La realpolitike sudtirolese, ha fatto sì, che grazie ad un gran lavoro di mediazione ed una sapiente regia politica degli uomini più rappresentativi della SVP, si arrivasse ad una accordo politico, superando forti contrapposizioni politiche e personali. Patto politico e programmatico che tutelerà e rinforzerà l’autonomia Sudtirolese, per i prossimi anni. Tutto ciò, viene rimarcato in Sudtirolo, é stato possibile grazie anche alla sensibilità Autonomista della Lega.

Una notizia del genere, potrebbe avere delle ricadute anche da noi in VdA.

L’attuale fragile maggioranza, ha infatti necessità, di avere qualche numero in più, per superare le incomprensioni politiche della scorsa legislatura .Ma al di là di questa necessità, diciamo contingente, un accordo con Lega, potrebbe portare finalmente alla VdA, il collegio uninominale per il Parlamento Europeo ed ovviamente consentire un rapporto più proficuo con il governo nazionale. Governo nazionale nel quale la Lega, occuperà ancora un ruolo da protagonista, anche dopo le prossime elezioni europee.

Ovviamente dal punto di vista politico, quest’alleanza dovrebbe essere propedeutica ad un accordo complessivo, che preveda una nuova maggioranza regionale con l’ingresso in Giunta della Lega ed una alleanza con Salvini per le future elezioni europee.

Un ipotesi di collaborazione politica troverebbe un terreno fertile, su argomenti e temi quali: la famiglia, la sicurezza, il potenziamento del welfare per i Valdostani, la difesa delle radici popolari, linguistiche e culturali dell’autonomia, lo sviluppo delle politiche a favore dell’agricoltura ,del turismo e dell’ambiente. Ma per stipulare degli accordi, é necessario sedersi ad un tavolo e con pari dignità parlarsi.Tra l’altro dopo le recenti defezioni dei senatori 5s De Falco e De Bonis, sono solo più quattro i voti di scarto tra maggioranza ed opposizione a Palazzo Madama, che potrebbero addirittura diventare  solo due se saranno cacciati dai probiviri  5S anche i senatori Nugnes e Fattori . A questo punto i voti dei senatori Autonomisti Valdostani e Sudtirolesi potrebbero essere utilissimi alla Lega.

Tradizioni #Natale #Comunità

A #natale si recuperano e si riprendono le tradizioni.Molto spesso, si riassumono in una qualche ricetta o usanza culinaria, che rimandano alle radici delle nostre famiglie.Ricette che racchiudono: savoir faire, conoscenza del territorio, storie di sacrifici e lavoro per raggiungere mete e traguardi migliori, non dimentichiamolo. La cultura ed il sentimento di appartenenza ad una comunità, si costruiscono anche praticando e diffondendo questi momenti

#christmas #natale #comunità #patria #heimat #patrie #terroir #alps #aostavalley #valledaosta #mountains

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA

Oggi martedì 11 dicembre, si celebra la Giornata internazionale della montagna, designata nel 2003 dall’assemblea generale dell’Onu.La Montagna, le terre alte sono uno eccezionale insieme di territorio, ambiente, cultura, lingue, storia, popoli e Comunità.In questa fase storica dove prevalgono gli egoismi, duri e complessi rapporti sociali, anche noi in Valle D’Aosta dobbiamo riscoprire i valori delle Terre Alte, che fanno della complessità del vivere in montagna, una scelta autentica.

In Italia, come nel resto del mondo le popolazioni di montagna sono un fattore strategico per il mantenimento dell’ecosidtema montano. Dobbiamo impegnarci tutti, perché le popolazioni di montagna possano essere protagoniste nella gestione delle loro risorse e possano partecipare alla condivisione dei benefici del loro utilizzo.Per celebrarla nel miglior modo è necessario tornare a mettere i territori alpini e appenninici al centro dell’attenzione politica e istituzionale nazionale.É necessario fin da subito per garantire un égalité des chances alle popolazioni di montagna, che il Governo nazionale attivi fin da subito processi virtuosi come la fiscalità differenziata e la digitalizzazione dei territori montani che generano coesione e permettono di vincere le sperequazioni terittoriali e geografiche.

Jean Barocco- membro c.d.a Fondazione Montagne Italia

Il riscatto di #Torino e la sorpresa di Osvaldo.

ITALY-ECONOMY-SOCIAL-TRANSPORT-TAV-DEMO
Ieri ho letto il post di Osvaldo Chabod, segretario comunale di Sarre, candidato Uv alle ultime elezioni regionali, nonché attuale vice presidente dell’Union Valdôtaine. Il post, di cui riporto, per completezza d’informazione il testo, (Ma se per ridare un po’ di dignità alla politica regionale, tutti i partiti e movimenti, a prescindere dal ruolo futuro, si impegnassero a riconoscere nuovamente all’opposizione la Presidenza del Consiglio?) ha generato un dibattito su Facebook ed è stato anche ripreso anche dall’Agenzia Ansa.
La notizia Ansa era però completata da una precisazione, in cui Osvaldo, forse conscio delle reazioni che una tal proposta aveva suscitato in rete e non solo, si premurava di affermare «  É una mia idea personale, non dell’Uv ».
Permettetemi di dire, che questa affermazione  fa violenza all’intelligenza di Osvaldo. Osvaldo é una persona habitué dei social e conoscitore da tempo della politica, non posso quindi credere, che non abbia messo in conto le reazioni che una tale affermazione avrebbe suscitato.
Dietro la sua democratica affermazione che individua, in una benevola concessione all’opposizione della Presidenza del Consiglio Valle, un modo per ridare dignità alla politica, si cela, a parer mio,  una strategia, più fine ed anche un pò luciferina.
É vero che come diceva qualcuno “pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca”. Ed allora, tento di spiegare la mia maliziosa interpretazione, che é questa:  “Concediamo pure noi democratici unionisti la Presidenza del Consiglio all’opposizione, con questa mossa politica otteniamo due risultati: il primo, tarpiamo le ali a qualche nuovo appetito interno all’Union, che in questi ultimi giorni potrebbe farsi sentire; il secondo, togliamo dal tavolo delle trattative per la nuova maggioranza una sedia importante (i politici dicono posto apicale) cosicché rendiamo più difficile la riedizione di una maggioranza a diciotto”. Per suffragare questa mia tesi è sufficiente leggere i likes ed i commenti al post, e qualcuno in effetti ci è cascato… ” Bravo Osvaldo!”
Una cosa positiva in questa uscita c’è,  finalmente anche l’ Union, in barba alle dichiarazioni fatte dai nuovi maggiorenti all’ultimo congresso “ Dobbiamo tornare nelle sezioni, elaborare programmi, non trattare solo sugli organigrammi “ con il suo Vice Presidente invece parla di cariche ed organigrammi al popolo di Facebook ed alla rete! Su questo l’Union dovrà fare qualche ragionamento, dopo che ha inaugurato il “conseilfédéralonine».Cosa servono ancora i comités , le commissioni politiche, gli incontri più o meno carbonari di questi giorni….Ma, tornando a noi,  direte Voi,  cosa c’entra tutto questo con la manifestazione di Torino. C’entra, perché penso che non siano questi i problemi della gente e dei Valdostani. Alla gente,  poca importano gli organigrammi di governo, come hanno dimostrato anche  i manifestanti di Torino (tra l’altro in piazza a Torino c’erano anche dei Valdostani e delle Valdostane) la gente  vuole che vengano affrontati e risolti i problemi quotidiani. In Valle sono ormai sette anni che assistiamo, un giorno sì e l’altro anche, a baruffe più o meno politicamente cruente del tipo :” voglio fare il presidente… me ne vado perché non faccio l’assessore” Purtroppo però i problemi languono.
Del Casinò, non parlo, perché sono già troppi gli esperti riuniti attorno al suo capezzale.
Ma ne ricordo comunque qualcuno: l’ospedale ha necessità di spazio ed il cantiere per il nuovo é fermo,  hanno trovato negli scavi i resti di un guerriero celtico, dicono che sia il fratello del guerriero Otzi, quello trovato a Bolzano; gli allevatori reclamano le provvidenze europee e la nuova politica per accontentarli ha nominato il loro presidente, segretario particolare dell’Assessore; le liste di attesa in ospedale sono ormai infinite e ci rispondono che é a causa della medicina « difensiva »; il comparto edile langue e ci dicono che non hanno personale per fare gli appalti; manca lavoro per i nostri giovani, ci dicono che devono essere più preparati e che bisogna sviluppare l’università, per raggiungere meglio questi obbiettivi ci mettono l’assessore lombardo all’autonomia nel consiglio dell’università; i Sindaci tribulano per contrastare e difendere le popolazioni dalle frane e d’avvenimenti atmosferici sempre più critici perché mancano risorse e ci dicono che l’approvazione del bilancio regionale dove potrebbero esservi dei fondi potrebbe slittare per la crisi in atto….e potrei continuare…Torino ha dimostrato che gente seria e che lavora esiste ancora e vi posso dire che anche da noi questo sentimento è diffuso.É sufficiente stare in mezzo alla gente. Esistono donne e uomini, giovani e meno giovani che hanno un senso del dovere, che conoscono l’educazione civica ed il rispetto delle norme, in somma valori positivi.Alcuni associano questi valori a movimenti politici di destra, NON È COSÌ !!!
Sono valori che appartengono a quelle persone, che lavorano nel silenzio della quotidianità, rispettando le norme e le regole (anche se molte sono inique ed ingiuste), sono persone che nonostante tutto, lavorano e tribulano per guadagnarsi la pagnotta , per migliorare la condizione della loro famiglia, che danno del tempo per il loro villaggio, per la loro regione, in sintesi persone che sono PER qualcosa e non solo contro qualcosa,  sono positive!!! Se vogliamo ridare dignità alla politica, ripartiamo da qui…le sedie verranno dopo!

Adunata Alpini a Quart

Oggi Adunata del gruppo #alpini di Quart.Una serie di foto che riassumono questa giornata.Un giusto tributo dovuto ai 60 Quarteins, caduti durante le battaglie della Grande Guerra. In questi uomini c’erano senso del dovere, educazione civica, rispetto delle norme, fratellanza tra commilitoni, in somma valori che si stanno perdendo.Alcuni associano questi valori a movimenti politici di destra, NON È COSÌ !!! Sono valori che appartengono ancora oggi a quelle persone, che lavorano nel silenzio della quotidianità rispettando le norme e le regole ( anche se molte sono inique ed ingiuste), sono persone che nonostante tutto, lavorano e tribulano per guadagnarsi la pagnotta , per migliorare la condizione della loro famiglia, che danno del tempo per il loro villaggio, per la loro regione, in sintesi persone che sono PER qualcosa e non contro qualcosa!!! Viva gli #Alpini

#SüdTirol: #Autonomia fra lingue, cultura, territorio ed ecologia.

Alcune settimane or sono sono stato in Sudtirol ed ho avuto l’opportunità di visitare con un po’ di calma la Val Pusteria (Pustertal). Mi sono fermato a Welsberg, e da lì ho risalito la Gsiestal , ho visto poi il famosissimo Pragser Wildsee (lago di Braies), Antholz ed ho fatto alcune camminate attraverso i loro masi ed alpeggi (Alm Wegg).
Ho usato i mezzi pubblici, tra l’altro anche il treno della Val Pusteria, perché volevo provare il loro servizio trasporti e perché mi era stato consegnata dal proprietario dell’affittacamere che mi ospitava, l’holidaypass, carta che consente di utilizzare gratuitamente tutti i mezzi pubblici del Sudtirolo – che dire, organizzazione ed efficienza teutonica, qualche volta sarebbe sufficiente copiare…
La cosa che m’impressiona di più del Sudtirolo, ed in questo ennesimo soggiorno ne ho avuto ulteriore prova, è l’amore per il proprio territorio, che diventa heimat (patria), ed è un valore imprescindibile del concetto di appartenenza e di autonomia  del popolo sudtirolese e del suo essere. Questi valori, anche se sono ancora principalmente il DNA della S.V.P, stanno diventando patrimonio di tutta la popolazione e non solo di quella di lingua tedesca.
Il territorio è curato ed anche usato, per creare opportunità economiche, sempre però con un attenzione che si deve riservare ad una « risorsa scarsa », una risorsa che si deve valorizzare con attenzione per trasmetterla alle nuove generazioni.Ovviamente anche in Sudtirolo tutto é perfettibile, ma qui gli amministratori ed i politici Sudtirolesi hanno saputo coniugare la tradizione ecologista tedesco / bavarese, ai loro bisogni ed al loro territorio.Grande parte nell’elaborazione di questa strategia hanno avuto in questi anni anche i Grünen sudtirolesi, con personaggi del calibro di Alexander Langer e Reinhold Messner.
Langer, nelle sue numerose attività politiche, intellettuali e filosofiche, si confrontò criticamente con l’etnonazionalismo della S.V.P., ma nella sua strenua attività per la creazione di rapporti interetnici solidali e pacifici, non mise mai in dubbio il valore dell’Autonomia Sudtirolese, legandola alla lingua ed alla conservazione del territorio; cosa ben diversa dalle teorie marxiste di alcuni verdi de nos âtre, che hanno sempre visto l’uso delle nostre lingue come un fattore di lotta tra classi sociali ed hanno speso i loro anni migliori, per indirizzare la loro ricerca storico/politica a suffragare queste tesi; senza peraltro accorgersi, che nel divenire linguistico di una società è sempre presente, un dualismo positivo tra lingua della famiglia e lingua dei rapporti sociali, economici e culturali. Da noi è sempre esistito un naturale bilinguismo francese-patois corrispondente a quanto accadeva in tutti i Paesi d’Europa dove si usa/va  un codice linguistico dialettale per i rapporti famigliari ed uno diverso (la lingua letteraria) per i rapporti esterni.Ma tornando alla cura del territorio ed all’ecologia, come diceva Langer, l’ecologia non è « né di destra né di sinistra ». L’ attenzione all’ambiente deve essere inteso, ritengo, come un patrimonio comune di una comunità. Ed questo sentire comune, dovrebbe essere ancora maggiormente presente in una Comunità Autonoma che dal territorio è stata plasmata e condizionata, nel suo essere ed anche nella sua lingua.Tutto ciò  è parte integrante del patrimonio immateriale di un popolo, e fa parte, in qualche modo, anch’essa dell’ambiente da salvaguardare.Questo è ancora più evidente nei territori delle Montagne Europee. In questi anni poi, grazie alle migliorate condizioni sociali e culturali, sono diventati fattori strategici per l’elaborazione di nuove politiche, temi come: l’attenzione verso l’ambiente, il cambiamento climatico, la qualità dei prodotti alimentari, la manipolazione genetica; è necessario quindi che anche nella nostra idea di Autonomia questi argomenti abbiano cittadinanza e siano approfonditi.Tutto questo può essere fatto, anche usando le nuove tecnologie di comunicazione (con sistemi di moderazione dei flussi informativi, perché siano salvaguardati i principi della democrazia e il buon gusto), per cercare di raggiungere, informare e sensibilizzare i Valdostani…Posso concludere che questi ragionamenti e questi confronti d’idee devono essere fatti al più presto tra gruppi di persone ( siano essi partiti, associazioni di portatori d’interessi o altro) purché si cerchi di coniugare attività politica-sociale ed attività di sviluppo strategico per la nostra Valle.

Diciotto: un #numero ed un #paradosso per la politica in Valle D’Aosta.

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Diciotto é il paradosso ed il limite della politica in VdA. Diciotto sono i consiglieri che hanno sottoscritto il programma dell’attuale maggioranza regionale e diciotto sono i consiglieri che « hanno » firmato un nuovo e diverso progetto politico, sembra per governare.Peccato che in consiglio regionale siedano solo trentacinque consiglieri e non trentasei….ed il nuovo progetto politico non si concretizzi.
Questi numeri e le recenti vicende della nostra politica, mettono in evidenza le difficoltà di riuscire a creare un quadro o meglio una compagine  seria, credibile e con qualche numero in più, per governare la nostra regione. Era facile prevedere, una limitata durata temporale ad una maggioranza politica, creatasi più sui vincoli verso qualcuno o verso qualcosa, che non su un progetto programmatico serio. Risibile é ancor di più la scusa accampata dalla maggioranza, per giustificare la propria crisi politica.La maggioranza, infatti, ci continua a dire che ha la necessità di dover studiare per capire i dossiers e poter agire,.. mah: in genere si studia prima degli esami e non dopo, oppure gli esami, e capita, si son passati per circostanze contingenti e concomitanti.Gli analisti politici, parlando delle nostre elezioni regionali, affermano che è prevalso un voto sanzionatorio e di « pancia ». A questi avvenimenti, ha fatto da contraltare, ed é giusto farlo rilevare, un atteggiamento passivo della maggior parte dell’opposizione, in questi mesi é anch’essa sparita dai radars, accampando scuse ridicole, del tipo : li abbiamo lasciati lavorare…ma quando mai….Ma tornando ai giorni nostri, la lettura della cronaca politica dei  giornali e/o dei profili socials di alcuni partiti o politici, ci indica che le difficoltà per creare una compagine di governo risiedono, come al solito, più sul « chi governerà » e per essere più chiari, sul chi sarà o su chi farà ancora il presidente o l’assessore, che non sul come e soprattutto su che cosa farà il governo regionale.Per noi dell’Uv non é una novità, visto che per anni ci siamo fatti del male praticando questo sport.
I risultati delle recenti elezioni bavaresi testimoniano però, che i programmi in politica hanno ancora un senso, i Verdi, che erano spariti dal panorama politico, con nuovi programmi che coniugano un attenzione ai problemi ambientali, sociali a un inedita attenzione alle tradizioni e cultura bavaresi, sono la vera sorpresa di queste elezioni e tutti i commentatori politici lo mettono in evidenza.
Penso, che in VdA oltre agli appelli « al volemose bene » che provengono dai vertici sia del campo unionista che di quello progressista, sia necessaria un azione di coinvolgimento più ampia della popolazione su temi e progetti per risolvere problemi che attanagliano quotidianamente i Valdostani. A titolo di esempio ne elenco qualcuno: migliorare la nostra già discreta assistenza sociale per i nostri anziani e la creazione di aiuti alle giovani coppie; intervenire una volta per tutte per azzerare i tempi di attesa della nostra sanità , perché il percorso sanitario per un malato non diventi un altra malattia e fonte di preoccupazione; affrontare il tema complessivo della mobilità ; elaborare nuove politiche per il territorio, fattore strategico sia per l’agricoltura ed il turismo, pensando che i cambiamenti climatici interessino anche la Valle e non solo Quincinetto o Chamonix.
Al Popolo , così tanto citato in questo periodo, infatti poco importa se governerà il Signor Rossi o il Signor Bianchi, ma chiede che i problemi siano, se non risolti, almeno affrontati con progettualità e con maggioranze stabili e non assistere ai soliti teatrini e ai “pseudo bisticci” per qualche sedia.Solo così si ci si confronta e si  danno risposte al cosiddetto “populismo”, non certo continuando a tacciare di “fascistoide” o di qualunquista l’elettore Leghista o Cinquestelle, perché quando si scopre che questo Elettore è un nostro amico, un nostro vicino di casa, un nostro conoscente o un nostro parente, la cosa si complica…Per quanto riguarda l’Union Valdôtaine, credo sia necessario tornare a far politica, quindi ad elaborare progetti ed esempi di soluzioni ai problemi concreti, solo allora, la gente, forse si avvicinerà di nuovo a noi.Solo cosi l’Union Valdotaine potrà, senza alzare nessuna preclusione verso qualche forza politica, partecipare ad un progetto politico e ad un’eventuale maggioranza.Una maggioranza che deve  elaborare un programma politico sulle cose da fare e sopratutto superare il paradosso ed il muro del numero diciotto.In caso contrario, attrezziamoci, per stare all’opposizione cinque anni.Lasciamo perdere questi vaghi appelli alla riunificazione autonomista, privi di progettualità e solo dettati da una necessità di salvaguardare qualche misero posto di potere.Usiamo, come ho già detto, questi cinque anni, per riunificare prima di tutto il mondo concretamente Autonomista e per affrontare i problemi quotidiani dei Valdostani, prima che sia troppo tardi e si corra il rischio di diventare una regione come tutte le altre.

Ennesimo dibattito al Parlamento Europeo, questa volta su un’argomento a noi vicino: Risoluzione sulla Montagna e le Aree Rurali.Domani il voto.

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Un dibattito molto ampio a cui hanno partecipato numerosi europarlamentari e dal quale è emersa una sostanziale condivisione dei contenuti del documento che verrà votato domani a Strasburgo.
Da tempo i portatori d’interesse, gli amministratori, il mondo della Montagna auspicavano che a Strasburgo venisse promossa un’Agenda Montagna per tutta l’Unione Europea, capace di definire un percorso strategico di valorizzazione dei territori rurali e montani.
Speriamo che non sia soltanto l’ennesimo documento europeo, i Montagnards, più che i documenti aspettano i fatti.
Ecco il testo:

Risoluzione Montagna

Elezioni in Québec: Successo storico della coalizione Coalition Avenir Québec.

Francois Legault

 

Ieri 1 Ottobre si è votato in Québec, regione Francofona del Canada e per la prima volta ha preso  il potere Coalition Avenir Québec (CAQ), un nuovo partito Autonomista, dopo circa 15 anni di governo liberale.

Questa la sua prima dichiarazione di questa notte dopo i risultati elettorali.

 « Aujourd’hui on a marqué l’histoire, aujourd’hui il y a beaucoup de Québécois qui ont mis de côté un débat qui nous a divisés pendant cinquante ans et ….beaucoup de Québécois qui ont fait la démonstration qui c’est possible de faire travailler ensemble des adversaires de hier pour travailler pour le Québec de demain », notoriamente la questione molto dibattuta e divisiva dell’appartenenza del Québec al Canada, ed ha garantito..« un esprit de rassemblement, pour gouverner pour tous les Québécois” e di« travailler pour un Québec fort au sein du Canada”

La C.A.Q  è nata nel 2011 ed è coordinata da Mr. Legault, già importante uomo d’affari. La Coalition Avenir Québec, che ha battuto i liberali del presidente uscente Philippe Colliard, avrà la maggioranza assoluta nell’assemblea nazionale del Quebec, con 74 su 125 parlamentari secondo i risultati preliminari. Nel precedente Parlamento, sciolto alla fine di agosto, aveva solo 21 seggi.

Discorso di Legault , stanotte dopo l’annuncio dei risultati.

Scuola, istruzione e formazione, ci crediamo?

fullsizeoutput_2436È stato detto e ripetuto, in questi anni, che l’istruzione deve essere una delle priorità dell’Union Valdôtaine e della politica Valdostana. Negli anni il nostro movimento è stato uno dei protagonisti nell’elaborazione di politiche, che hanno dedicato risorse cospicue a questo settore, sia per la formazione dei nostri insegnanti che per la costruzione di strutture, moderne e decentrate sul territorio. Nonostante ciò, l’ondata di disaffezione tra gli insegnanti, è cresciuta in questi ultimi anni, e si è acuita con il tentativo di applicazione del modello “Buona Scuola”. Questo fatto, è un segnale preoccupante e mette in luce una certa mancanza di attenzione di alcuni responsabili del mondo scolastico e politico Valdostano, per questa nostra storica priorità, protetta anche da norme particolari del nostro Statuto di Autonomia. Non parliamo del maldestro tentativo, poi rientrato, del Governo Leghista/Autonomista di cancellare l’Assessorato alla Pubblica Istruzione.

Ritengo quindi, che sia utile ed urgente riannodare i contatti con il complesso mondo della scuola e dell’istruzione, per sviluppare una politica di sviluppo attenta a questo importante settore.

E’ banale ricordare come in tutte le società, il sistema dell’istruzione sia determinante e strategico, per mantenere posizioni di preminenza sia in ambito nazionale che internazionale, le classifiche dell’OCSE sono lì per testimoniarlo. Per il futuro, i nostri insegnanti e le nostre insegnanti devono essere messi in condizioni di lavoro migliori, per poter trasmettere efficacemente ai nostri giovani, gli strumenti culturali e tecnici, utili per costruire il loro futuro.

La Valle d’Aosta ha bisogno che la politica accentui la sua attenzione su questi temi, per dare nuovo impulso al sistema dell’istruzione e della formazione. Tutto ciò, perché la scuola Valdostana deve continuare a giocare un ruolo di protagonista nel sistema complesso della formazione, anche in periodi di crisi economica o tagli di bilancio. In questo modo, il nostro Movimento testimonierà la reale importanza che attribuisce all’istruzione e alla formazione, strumento di base per la costruzione di una Valle d’Aosta sempre più competitiva ed al passo con le nazioni più evolute.

Ricordo che giace nei cassetti della Giunta Regionale, un rapporto sullo stato del patrimonio edilizio/scolastico della nostra Valle. Questo rapporto, elaborato con la collaborazione di tutti i comuni, ha messo in evidenza la necessità di intervenire con azioni importanti sulle strutture scolastiche per adeguarle ai nuovi criteri di sicurezza, anti sismicità ed alle esigenze delle nuove tecnologia d’insegnamento (collegamenti alla fibra ottica, spazi fisici più ergonomici).E’ necessario, che i nostri eletti dedichino un attenzione tutta particolare a questo tema.

Il nostro sistema educativo non deve però dimenticare la nostra storia e la nostra lingua e deve essere radicato nei nostri comuni. Dobbiamo quindi potenziare il nostro sistema d’istruzione e formazione per i futuri insegnanti, perché essi siano in grado di rispondere in modo innovativo alle richieste della nostra Valle, con un occhio di riguardo all’esigenze che provengono dal mercato del lavoro. Abbiamo bisogno di adattare il nostro sistema educativo a questa realtà, garantendo ai giovani Valdostani, una solida istruzione generale di base, ma essere più flessibili per quanto riguarda la formazione che conduce al mondo del lavoro. In questo modo, potremmo rispondere alle aspirazioni professionali ed alle necessità del mercato del lavoro. Infine, va ricordato che il fenomeno della disaffezione e l’abbandono scolastico colpisce con sensibili percentuali anche le nostre scuole. Questi abbandoni sono molto più che problemi personali: sono un problema collettivo, un segnale che ci impone dei ragionamenti sul nostro sistema scolastico e di formazione, e possono rappresentare un ostacolo al nostro sviluppo sociale ed economico sia sulla scena nazionale così come a livello internazionale.