Ancora su #Territorio #cambiamentoclimatico

Dopo aver scritto alcune riflessioni sui cambiamenti climatici e territorio, ho ricevuto queste considerazioni, che condivido con chi mi legge…

Il territorio della Valle d’Aosta è particolarmente vulnerabile e più di altri risente degli effetti dei cambiamenti climatici.  Lo scioglimento dei ghiacciai ed il conseguente depauperamento della risorsa idrica, lo scongelamento del permafrost, l’instabilità dei versanti in presenza del regime quasi “tropicale”  delle piogge sono solo alcuni esempi che testimoniamo di come questo ambiente sia meritevole di attenzione e di cura.

E’ pertanto necessario che anche la nostra regione faccia la sua parte nel mettere in atto azioni di contrasto ai cambiamenti climatici e contemporaneamente misure per ridurre o prevenire le situazioni di degrado ambientale.

E’ infatti proprio nella integrità del territorio che risiede la ricchezza per la comunità valdostana. Ricchezza che si manifesta in termini paesaggistici, di risorse, di appeal turistico. E quindi integrità è anche e soprattutto valore economico.

Come agire? Con politiche di governo del territorio improntate alla consapevolezza che salvaguardare il territorio e le sue risorse naturali, ridurre le fonti di pressione  non sono una limitazione allo sviluppo ma, al contrario, la leva per rilanciare l’economia. Suolo libero, elevati standard di qualità nelle matrici ambientali,  sono dunque obiettivi a cui tendere con tenacia e convinzione.

E’ importante operare per diffondere una cultura ambientale solida, che sia fondata sulla conoscenza e non in balia di slanci emotivi. Da dove partire?

Da questo punto di vista l’Università della Valle d’Aosta potrebbe svolgere un ruolo molto importante, avviando percorsi formativi in discipline scientifiche creando una rete virtuosa con le realtà di ricerca e produttive operanti nella regione e rafforzata dalla presenza di un territorio che è in senso positivo un vero e proprio laboratorio.

Settori artigianali e industriali collegati alla tutela dell’ambiente potrebbero essere sviluppati o crescere ulteriormente. Basti pensare alla bioarchiterrura e bioedilizia dove proprio il risparmio energetico, l’uso di nuove tecnologie impiantistiche o di materiali offrono particolari vantaggi in un constesto alpino.

Perchè da noi non può svilupparsi una realtà come la RUBNER o simili? dalla progettazione alla realizzazione passando per la fornitura o produzione di materiali edili sostenibili si creerebbero posti di lavoro che coinvolgerebbero profili di alta professionalità e qualifica.  A loro volta queste realtà produttive potrebbero entrare in una rete di ricerca applicata in stretta collaborazione con l’università.

La politica potrebbe trovare modalità di indirizzo non tanto in termini assistenzialistici attraverso la distribuzione di contributi, quando nel delineare politiche di sviluppo. Un  tiepido tentativo di indirizzo verso una nuova qualità dell’edificato fu fatto con gran fatica con la legge casa dove si associava il premio volumetrico all’uso di tecniche costruttive ambientalmente più compatibili. Ora andrebbe dato uno slancio più forte.

Il turismo stesso dovrebbe puntare sulla integrità del territorio come elemento qualificante dell’offerta turistica. Con un progetto unitario che unisca la bellezza paesaggistica alla qualità dei prodotti dell’agroalimentare. Sposando quella tendenza culturale (e moda) che premia il concetto di turismo sostenibile.

In passato si sono disprezzate queste logiche, che  gli addetti al lavoro avevano ben colto. Una gestione eco-sostenibile di una struttura turistica oggi è elemento qualificante e apprezzato: uso di fonti rinnovabili per il riscaldamento, riduzione di imballaggi, riciclo dei rifiuti…..

Tutte queste azioni sono esempi di declinazione della lotta ai cambiamenti climatici oltre che alla riduzione degli impatti a scala locale.

Mi rendo conto di scrivere ovvietà perchè da altre parti (vedi Trentino) questi percorsi sono già stati avviati con risultati positivi in quanto hanno ridotto il problema dell’occupazione soprattutto giovanile e qualificata.

Credo che l’UV possa proprio in questo momento di perdita di consensi fare una svolta significativa. E’ chiaro che si tratta di dare spazio a logiche diverse e a figure diverse.

E noi, cosa diciamo su : #Territorio e #CambiamentiClimatici.

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Quando si parla di politica ambientale, in Valle d’Aosta, è essenziale prima di affrontare qualsiasi aspetto di redazione e studio di nuove politiche, riconoscere il ruolo, che l’agricoltura ed i suoi protagonisti, grazie alle politiche elaborate dal Consiglio Regionale negli ultimi decenni, hanno svolto nella conservazione e gestione del nostro territorio, raggiungendo un obbiettivo, non affatto scontato negli anni del dopoguerra, quello di avere una Montagna Viva. E’ necessario, compiere dei passi avanti e continuare su questo solco, affrottando la sfida dei cambiamenti climatici e di uno sviluppo durevole.

Dobbiamo interrogarci su come sviluppare un modello sociale ed economico che sia sostenibile, vale a dire un sistema di sviluppo, che lascerà il nostro territorio in una condizione simile, o anche migliore, alle generazioni future.

La lotta contro il cambiamento climatico deve essere anche per il nostro movimento, un tema su cui confrontarci e diventare uno dei principali impegni della nostra politica ambientale.

La lotta contro il cambiamento climatico non deve essere la responsabilità di un singolo assessorato o peggio ancora di qualche direzione organizzativa dell’amministrazione regionale. Deve essere, invece,una riflessione che coinvolga tutti i settori dell’amministrazione. E’ ovvio che settori come turismo, ambiente, agricoltura, energia, costruzioni, lavori pubblici, pianificazione urbanistica, sono solo alcuni dei settori più coinvolti. Ma è necessario agire anche, culturalmente perché dobbiamo migliorare alcune nostre abitudini di consumo e di vita. L’Union Valdôtaine, ha il dovere, per l’amore e la fatica che i nostri vecchi hanno riversato verso il nostro territorio, di riflettere su questo tema e di farsi parte  attiva per la  promozione di tutti questi principi tra i Valdostani, con atteggiamenti razionali e non fideistici.

Il ventunesimo secolo è il secolo della sfida ecologica.

I governi di tutti i paesi dovranno mettere in atto politiche di sviluppo sostenibile e misure di protezione dell’ecosistema per garantire un futuro alle generazioni future.

L’Union deve impegnare e coinvolgere i Valdostani su questa sfida, attraverso l’uso degli strumenti che la nostra Autonomia ci mette a disposizione. Ricordiamoci inoltre che sul tavolo dei rapporti con lo Stato, le nostre competenze in materia ambientale, dovranno essere difese, ampliate e rinegoziate. La Valle d’Aosta dovrà avere la libertà di agire efficacemente nella gestione delle risorse naturali, nella protezione dell’ambiente e nella lotta ai cambiamenti climatici.

Lo sfruttamento delle nostre risorse naturali appartenenti al popolo Valdostano dovrà peró:

  • essere parte di un approccio di sviluppo sostenibile;
  • rimanere coerente con il perseguimento dell’interesse generale e non semplicemente soddisfare gli interessi privati.

La Valle d’Aosta, deve battersi per garantire l’integrità del suo territorio. Una Valle d’Aosta autonoma deve essere in grado di:

  • concordare atti e soluzioni giuridiche, in maniera paritaria con lo Stato Italiano e gli organismi internazionali, per autorizzare il trasporto  mediante elettrodotti dell’energia elettrica ed il passaggio o il rifacimento di eventuali oleodotti o gasdotti sul suo territorio;
  • proteggere il suo territorio;
  • integrare e sviluppare delle politiche dei trasporti per giungere ad una politica di mobilità sostenibile ed elettrificata.

Per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico, la Valle d’Aosta deve essere parte attiva per giungere, attraverso il coinvolgimento della macro regione alpina, a partecipare, negoziare, firmare e ratificare trattati internazionali in questo settore;

  • rispettare e migliorare gli impegni assunti, alla convenzione di Parigi sugli accordi sul clima (Cop21) ;

In materia ambientale, come in altri settori, la Valle d’Aosta deve attivarsi per quanto possibile e coerentemente con le sue politiche di sviluppo durevole per elaborare, attraverso la collaborazione dei popoli delle Alpi,  una strategia ambientale integrata e coerente perché la Montagna continui ad essere viva.

La Valle d’Aosta ed i popoli delle Alpi non hanno più il tempo di aspettare che Roma agisca, devono diventare attori e protagonisti dell’eleborazione delle loro politiche ambientali.

Consentendoci di sviluppare politiche in linea con i nostri valori, l’Autonomia  è anche una difesa del nostro territorio!

Una road map, per l’Autonomia…

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E’ necessario, in questo frangente di “confusione politica”, che il nostro congresso ponga le basi per  un percorso di scrittura condivisa di un Autonomia Moderna, un progetto ambizioso che deve essere preparato con cura, il tempo che ci separa dalle prossime elezioni regionali, ci consentirà di dispiegare una vasta campagna di animazione e condivisione politica attorno a questo progetto di rilancio e riscoperta dell’ Autonomia per rispondere alle numerose domande ed attese dei Valdostani. Parallelamente a questa campagna, sarà necessario mettere in piedi un processo di studio ed analisi per documentare gli impatti negativi, “les contraintes” e i molteplici blocchi strutturali che le catene del potere politico-burocratico nazionale impongono alla nostra Valle d’Aosta. Sarà inoltre utile vigilare sugli atteggiamenti della “nuova politica italiana” nei confronti della Valle d’Aosta, che dai primi passi mossi, ha dimostrato la scarsa considerazione nei confronti della nostra Autonomia speciale e del suo presupposto fondamentale, la nostra lingua.

L’Union Valdôtaine non può e non deve fare questo lavoro da sola.

La diversità del movimento Unionista ed Autonomista è un fattore positivo, per soddisfare le aspirazioni democratiche dei cittadini. Più di ogni altra cosa, questa diversità ha un potenziale per combattere il cinismo di questi tempi ed è una leva importante per costruire rapporti su ciò che ci unisce, perchè è da qui che bisogna partire per un processo di riunificazione del mondo Unionista ed Autonomista e per disegnare una Autonomia Moderna.

E’ necessario promuovere l’unità oltre le divisioni, concentrandosi ora, sulla convergenza delle forze favorevoli ad una nuova e più condivisa emancipazione Autonomista della Valle d’Aosta e di tutti i Valdostani.

L’Union Valdôtaine deve essere parte attiva e propositiva di un processo di convergenza Unionista ed Autonomista che coinvolga tutte le parti politiche, sociali e sopratutto i Valdostani;

ma per fare ciò  è necessario :

  • Proporre alle forze sociali e politiche Unioniste ed Autonomiste della VdA ed alla popolazione di cooperare al fine di stabilire una roadmap condivisa che dia priorità alla difesa e rafforzamento ed alla scrittura di una moderna Autonomia, superando le differenze e le diatribe ideologiche, ma soprattutto “personali” presenti all’interno del mondo Unionista ed Autonomista;
  • Determinare, in questa tabella di marcia, il ruolo di una futura assemblea costituente per il raggiungimento di una riunificazione del mondo Unionista ed Autonomista;
  • Sostenere una vasta campagna di animazione politica e di partecipazione sociale sul Valore di una moderna Autonomia;
  • Mettere in atto una strategia per promuovere l’Autonomia e assicurare un ampia campagna di diffusione con argomenti semplici, reali e dettagliati che dimostrino la validità e l’utilità di una Valle d’Aosta sempre più Autonoma.

L’Union Valdôtaine deve in questi anni, rinnovare il messaggio  autonomista attraverso una sempre maggiore  concertazione con i Valdostani ed  i suoi partner pro-Autonomia, questo percorso deve nel suo complesso, essere diretto verso  tutta la popolazione della nostra regione, a partire dai Comuni dove il sentimento Unionista ed  Autonomista si stà affievolendo.

Dovranno essere inoltre intrapresi e rinforzati i rapporti con i gruppi consiliari Unionisti ed Autonomisti per studiare e concertare atti legislativi ed amministrativi per soddisfare al meglio le esigenze e le ambizioni dei Valdostani in ogni aspetto della loro vita.

Questo lavoro e questa mobilitazione, necessitano di fasi di studio e di confronto, ma  sono e saranno essenziali per difendere la nostra Autonomia, perché la Valle d’Aosta continui ad essere una Regione Autonoma e Speciale

 

Verso il Congresso dell ‘UV: l’immigrazione.

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Scrivere d’immigrazione, non è senz’altro semplice, in questo momento poi, si rischia di toccare nervi scoperti e di cadere nella retorica. Ma lo si voglia o nò, l’immigrazione adesso, é prima di essere una risorsa come afferma qualcuno, un problema sociale anche per la nostra Regione. Non sono un esperto di politica internazionale, ma questo dramma dell’immigrazione nasce da vicende internazionali, che vedono al centro l’ Africa ed  hanno come comune denominatore, una mai sopita volontà di controllo commerciale, da parte dell’Occidente, delle grandi risorse ambientali ed energetiche africane, con poca considerazione delle popolazioni locali. Sui tavoli internazionali l’Italia poi, ha avuto delle posizioni ambigue e soprattutto non autorevoli.

La politica di controllo e di gestione dell’Immigrazione, è bene ribadirlo, è una competenza STATALE.

Anche nella nostra Valle sta assumendo, seppur in maniera minore di altre regioni, le connotazioni di problema sociale. Il fenomeno dell’immigrazione è, acuito anche da noi, dall’incessante fiume di notizie sui giornali ed sui new media (es. facebook, twitter) con cui ci troviamo confrontati ogni giorno.

Al di là di queste considerazioni, ritengo che sia necessario anche per il nostro movimento, confrontarsi su questo tema. Sono, personalmente convinto, che l’immigrazione irregolare debba fermata, mentre l’immigrazione debba essere gestita e governata, attraverso un rigido controllo dei flussi migratori. Il ministro Minniti ha iniziato a voltare pagina su questo tema, ma va dato atto al ministro Salvini, per la prima volta, di aver battuto i pugni sul tavolo in maniera rude e di aver, in questi primi mesi,  ridotto drasticamente i flussi migratori dall’Africa (su altre immigrazioni, come quella Cinese con i suoi annessi e connessi, dico io, però non dice nulla) e posto il problema sui tavoli delle Cancellerie Europee, vedremo…

In Valle, i Sindaci dell’Union Valdôtaine hanno già a suo tempo, messo in discussione il modello di accoglienza SPRAR e nessuno vi ha aderito, seppur sollecitati dal Governo nazionale e dall’Anci, per i costi, soprattutto organizzativi, che comportava per i nostri Enti, vediamo ora il nuovo governo come procederà.

Come Movimento,  dobbiamo concentrarci su questo tema, in due modi: il primo ponendo, attraverso i nostri eletti, la giusta attenzione ai provvedimenti legislativi in discussione ed alle loro ricadute sulla nostra Comunità.Il secondo, analizzando le  politiche sociali su questo fenomeno, perché i Valdostani percepiscono male, l’ attenzione tutta particolare che il nostro sistema Welfare dedica a queste fasce d’immigrati regolari, come per esempio l’organizzazione di corsie preferenziali nell’assistenza sociale, la presenza di vantaggi nell’assegnazione delle case di edilizia residenziale pubblica, solo per fare alcuni esempi. Queste provvidenze, seppur previste da norme nazionali ed addirittura europee, vengono giudicate inique dalla popolazione, che qui ha lavorato ed ha contribuito alla crescita del benessere della nostra Regione.

La concessione di tutta una serie di provvidenze derivano però dall’applicazione d’ indicatori di reddito che penalizzano  o addirittura non consentono la concessione di tutta una serie di aiuti sociali a molti nostri concittadini : dalla retta per il nonno in micro comunità, al pagamento del ticket sanitario, alla borsa di studio per i figli… e l’elenco potrebbe essere lungo.E’ necessario impegnarci a rivedere completamente le fasce di accesso e questi indicatori di reddito, per garantire, a chi ha lavorato per raggiungere il benessere della nostra Valle,  l’accesso agli stessi servizi.

Queste azioni di revisione delle fasce di accesso agli indicatori di reddito, non sono una novità, la Provincia Autonoma di Bolzano si è già confrontata con questo tema e lo ha risolto. Rivediamo le soglie  di accesso all’ISEE, cerchiamo di studiare a fondo il problema e di porre in atto delle soluzioni , prima che sia troppo tardi.

Vers le Congrès: le regole del gioco (una parte).

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È principalmente attraverso la definizione delle regole del gioco che una società esercita il proprio diritto/dovere,  a scegliere le direzioni che intende dare al proprio sviluppo. È quindi importante che i meccanismi e le procedure che caratterizzano il voto consentano,  alle elezioni di riflettere le tendenze generali della nostra società.

La democrazia non si limita, però, solo al diritto di voto. Implica anche l’esistenza di una vita dinamica e ordinata delle assemblee elettive, in cui i rappresentanti dovrebbero svolgere a pieno il loro ruolo di rappresentanti del popolo, e la presenza di un’amministrazione della cosa pubblica,  guidata dai più alti standard di efficienza, trasparenza ed equità. Per l’Union Valdôtaine , credo sia necessario, in questo momento di dibattito congressuale e di evoluzione delle dinamiche democratiche della nostra società, impegnarsi formalmente a:

1) Concepire e studiare, insieme alle altre parti sociali e politiche, una riforma del sistema di voto che rispecchi meglio la volontà del popolo Valdostano.Questa riforma potrebbe essere caratterizzata da alcune azioni fondamentali come:

  • l’introduzione del voto elettronico, sia per le elezioni regionali che per le consultazioni comunali ( esistono in questo settore delle sperimentazioni già effettuate dall’amministrazione regionale);
  • la progettazione , in condivisione,  di meccanismi di “Liaison/ Feedback” con i Valdostani,  anche digitali,  per creare un legame significativo tra gli elettori e eletti;
  • la creazione di un’equa rappresentanza di genere e dei giovani, nelle assemblee elettive;
  • la garanzia che questa riforma sia fatta nel rispetto delle particolarità locali, in modo che l’identità di ciascun comune della Valle d’Aosta sia rafforzata.

2) Rivitalizzare il ruolo degli eletti e rinnovare l’attività del Consiglio Regionale,  favorendo la stabilità dell’esecutivo,  attraverso procedure di Governo partecipato come:

  • la progettazione di procedure di consultazione (digitale) dell’elettorato;
  • la creazione di momenti di consultazione regolari con la popolazione;
  • l’abolizione, nel consiglio regionale, del voto segreto ad eccezione delle questioni etiche e morali;
  • l’istituzione di comitati speciali pluripartitici, misti cittadini ed eletti,  su questioni sociali che riguardano l’intera popolazione, come ad esempio lo sfruttamento delle risorse ambientali.

3) Garantire la trasparenza delle amministrazioni regionale e comunali, attraverso:

  • l’adozione di una politica generale di “dati aperti”, seguendo il principio di “governo aperto”;
  • la progettazione,  per tutti i Valdostani, di un accesso digitale pieno, facilitato e semplificato, alle informazioni in possesso delle Amministrazioni regionale e Comunali, nella misura massima in cui le norme sulla protezione delle informazioni personali lo consentano;
  • la progettazione di un sistema digitale, per garantire la diffusione tempestiva ed efficace delle informazioni “pubbliche” rendendole accessibili, comprensibili e utili ai cittadini .

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Verso il congresso dell’ Union Valdôtaine.

 

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L’Union Valdôtaine non si è mai accontentata dello status quo e del quotidiano. La sua ragione d’essere è sempre stata quella di migliorare il vivere in Valle d’Aosta, migliorando le condizioni culturali, familiari, sociali, economiche e ambientali di tutti i Valdostani. Il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che compongono e plasmano la Valle d’Aosta non può però essere realizzato con uno spirito di immobilità o peggio di disimpegno.

In questi tempi, la gente della Valle d’Aosta, è prigioniera di questo stato di attesa, spogliata molte volte delle sue leve decisionali, sia per inerzia ed elevata conflittualità politica/personale della sua classe politica, sia per una politica sempre più centralizzatrice dello Stato e, di conseguenza la nostra gente, gli Unionisti, si stanno rassegnando ad accettare l’inaccettabile.

L’inerzia, a cui ci hanno condotto le non decisioni della politica, negli ultimi anni,  è responsabile del periodo di disaffezione che la Valle d’Aosta, sta vivendo attualmente nei confronti delle sue istituzioni democratiche. E ‘giunto il momento di fare gesti forti per migliorare la salute della nostra democrazia e arricchirla, in modo che la vita civica ridiventi il perno dei nostri rapporti. Per fare ciò, dobbiamo promuovere una migliore conoscenza delle nostre istituzioni democratiche, riformare il sistema di voto e avvicinare i rappresentanti eletti ai loro elettori promuovendo nuovi modi di governo partecipato e garantendo un approccio meno partigiano alla politica.

Perché i Valdostani abbiano fiducia nella Valle d’Aosta e nella nostra democrazia, devono essere certi di essere ascoltati. Il nostro sistema di governo che  è alla base del nostro vivere civile deve essere più vicino ai Valdostani per permettere di giungere ad una risoluzione efficace e giusta dei problemi che attanagliano la nostra Valle: dai problemi dei rapporti con lo stato, ai problemi della sostenibilità della nostro sistema economico, al miglioramento del nostro sistema sanitario e di welfare, alla creazione di un sistema educativo e di formazione sempre più bilingue ed europeo, allo sviluppo di politiche ambientali e di sviluppo sostenibile che affrontino la grande sfida mondiale dei cambiamenti climatici, tutto ciò  nel rispetto dell’equità  e della difesa della nostra Autonomia.

Dobbiamo ricreare una Valle d’Aosta forte al servizio della democrazia, per ottenere ciò il nostro prossimo Congresso dovrà affrontare un ’analisi corretta e non “passionale” delle cause del recente scarso risultato alle elezioni regionali. Ritengo però che ormai le cause siano note a tutti ed esse risiedano nell’elevata conflittualità politica/personale, all’interno del nostro movimento e della compagine governativa e soprattutto perché il nostro movimento ha perso più tempo ed energie a discutere  “sul chi fa che cosa” , che non su “che cosa facciamo per la Valle d’Aosta”. I dibattiti sul passato, non mi appassionano, credo infatti che il nostro dibattito congressuale debba essere maggiormente incentrato sulla creazione di una nuova proposta condivisa per la nostra Valle d’Aosta Autonoma.

Ma mi pare che i tempi di questo prossimo Congresso, saranno più dedicati a cercare “Chi” sarà il nuovo Presidente dell’Union e non ad elaborare e dibattere “Cosa” farà l’Union Valdotaine  per i prossimi 5 anni in Valle D’Aosta. Siamo infatti a meno di un mese dal Congresso e tutto tace…tacciono gli eletti, tace la commissione dei saggi, tace il Movimento, difatto commissariata…Alcune sezioni, meno male però lavorano…

 

 

 

Considérations politiques : Conseil Fédéral de Verrès, lundi 28 mai 2018

Je vais faire quelques considérations politiques pour expliquer ma prise de position de la semaine passée.

Tout d’abord, partons d’une considération : dimanche, l’UV a perdu. S’il vous plaît, disons-le clairement ! L’engagement de tous les Unionistes, des candidats de cette liste a fait en sorte que nous avons encore réussi à garantir la majorité relative à notre Mouvement, mais je ne sais pas pour combien de temps…

Le tweet que j’ai écrit reflète une exigence et un ressenti commun, que j’ai fortement perçus au cours de cette campagne électorale et qui se dégage des résultats des élections.

Ma position est donc éminemment politique. Plusieurs m’ont dit, ces jours-ci : « tu aurais pu attendre ! », redoutant de nouveaux problèmes pour certains conseillers élus. Cette position « lâche et passive » ne fait pas partie de mon être.

Ainsi, ce n’est pas une préoccupation personnelle, mais une préoccupation politique. J’essaie de la résumer en quelques lignes : notre Mouvement peut-il affronter cinq autres années avec les mêmes refrains.

Pouvons-nous encore supporter d’éventuelles diasporas ?

Sommes-nous convaincus et pouvons-nous risquer la marginalisation politique de l’Union Valdôtaine, en affrontant cinq ans à l’opposition ?

J’estime que non. Et je ne sais pas si les positions prises ces jours-ci sont suffisantes.

L’UV a le devoir historique et moral de défendre notre Vallée, comme l’affirment les articles 1/2 de nos statuts…

Maintenant, nous ne pouvons pas nous retirer – avec une position facile à l’opposition – dans l’attente de qui sait quelles contradictions ou querelles de la coalition de la Lega et assister sans rien faire à la dérive de la VDA.

Nous devons, si nous croyons encore au rôle-clé de l’Union, chercher à créer une coalition qui réunissent une fois pour toutes les unionistes et les meilleures ressources de l’Unionisme. Cela impose des réflexions politiques et personnelles à tous …et, quand je dis « à tous », j’entends les Unionistes de tous bords, car si une réflexion doit être faite, elle doit être faite par tous. Ce n’est pas l’UV qui l’impose, mais ce sont les résultats et les voix des Valdôtains qui le déterminent. (Ici, je veux rappeler les résultats négatifs du mouvement du président actuel de la Région, sans parler d’Alpe…).

Il n’est pas possible de « rester à la fenêtre » !

La situation politique, économique de notre Région nous impose la responsabilité de travailler et, surtout, d’apporter notre vision pour essayer de résoudre les problèmes qui rongent depuis trop longtemps notre agriculture, le secteur du bâtiment, le tourisme, les transports, pour défendre nos communes… ce ne sont que quelques thèmes qui sont sous les yeux de tous.

Donnons à notre commission politique un mandat clair, qui ne peut-être que celui-ci : constitution d’une majorité autonomiste fédéraliste, et non pas souverainiste, dans le but de la réunification unioniste, à laquelle on pourra arriver par un parcours de partage politique, qui doit cependant être effectué rapidement, – d’ici septembre-octobre – car le temps des bavardages est finis .

C’est pourquoi j’ai écrit ce tweet, qui est et qui reste une considération politique. Si le mouvement fait des considérations différentes, je les accepterai comme toujours.

Mais je voudrais ajouter une dernière chose : le congrès ne peut avoir lieu en septembre, car les conditions « contractuelles » doivent être posées et discutées avant une éventuelle décision politique. Ne craignons pas les difficultés organisationnelles pour le convoquer : personne n’y croit. Convoquons tout de suite un congrès et parlons de politique.

Welfare : progetto NUOVI NATI #regionali2018 #unionvaldôtaine2018

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  • Gli ultimi dati ISTAT ci dicono che nel 2016, in Italia, sono nati 473.438 bambini, oltre 12.000 in meno rispetto al 2015.
  • Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità.
  • L’Italia è sempre più un «Paese per vecchi».
  • Il calo delle nascite, ci dice ISTAT, è attribuibile ad una minore propensione delle famiglie ad avere figli.
  • Aumenta il numero delle donne senza figli, ma anche il numero di quelle con un solo bimbo.
  • Il numero medio di figli per donna scende a 1,34 (1,46 nel 2010) .

Il Caso Valle d’Aosta e Trentino Alto adige

  • In queste due Regioni a statuto speciale, infatti, si registra il numero più alto di figli per donna: 1,65 in Trentino e 1,55 in Valle d’Aosta, a fronte di una media nazionale di 1,34.
  • La spiegazione?

Una strategia e una pianificazione a lungo termine.

In questi anni abbiamo costruito e gestito asili nido, abbiamo costruito un welfare locale che fa invidia al resto di Italia.Dobbiamo mantenerlo e potenziarlo!

#Barocco2018

Non ci fermiamo qui!

La vera sfida oggi è rendere il sistema sostenibile e flessibile.

Dobbiamo facilitare, per chi lo desidera, il conciliare il tempo dedicato al lavoro ed alla famiglia  garantendo servizi di sostegno adeguati.

Per questo, come U.V interverremo nella semplificazione delle forme di accesso agli asili nido, elimineremo l’ISEE introducendo un costo forfettario di retta maggiormente accessibile.

 

 

Fare sport è una grande gioia. Fare sport fa del bene, è salute : Bonus sport ragazzi 5/14 anni. Le futur avec. Toi!

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Il Bonus sport 5/14 anni, sarà un aiuto per le famiglie con figli che praticano o vorrebbero praticare uno sport.
Fare sport è una grande gioia. Fare sport fa del bene, è salute.
Possiamo definire Bonus sport 5/14 anni come un assegno per lo sport, quindi un contributo economico che la Regione erogherà come aiuto alle famiglie.
Ci aspettiamo da questa misura un numero crescente di ragazzi che si avvicineranno allo sport, una maggiore conoscenza e pratica degli sport di montagna e minori costi per le famiglie.Sarà anche un aiuto a tutti quei grandi professionisti: maestri di sci, guide alpine, istruttori dei vari sport che fanno dell’insegnamento di un attività sportiva la loro professione.

Il contesto
➢ Sono stimate in oltre 20 milioni le persone che dicono di praticare uno o più sport con continuità; questo dato vale oltre il 34 % della popolazione.
➢ La pratica dello sport è massima tra i ragazzi di 11-14 anni (70%).
➢ La graduatoria degli sport praticati vede al primo posto la ginnastica, l’aerobica, il fitness e la cultura fisica, praticato da oltre il 25% degli sportivi.
➢ Oltre il 12 % degli italiani praticano gli sport invernali, su ghiaccio e altri sport di montagna.
➢ In Valle d’Aosta questo dato è più importante ancora.

#Barocco2018

➢ Per una Regione come la nostra, al centro delle Alpi, la montagna è vita, la montagna è sport.
➢ Per questo Union Valdôtaine crede molto nel Bonus sport 5/14 anni. Un modo per aiutare le famiglie con ragazzi che praticano o che vorrebbero praticare uno sport.Un modo per permettere a tutti i ragazzi di praticare sport indipendentemente dai soldi in casa.
➢ Un modo per creare rafforzare il benessere delle nuove generazioni.
➢ Un bonus, semplice, annuale. Un contributo per sostenere le famiglie che praticano uno sport.

I nostri amici più silenziosi : i Cani ed i Gatti.

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Quando scegli un animale come compagno di vita gli devi rispetto e attenzione. Non si tratta di un passatempo, ma di un rapporto tra te e un essere vivente di cui prendersi cura, che si fida e si affida al proprio “padrone”. Già sul termine “padrone”, sarebbe necessario fare una riflessione, se li consideriamo amici, vedo male impostare un rapporto con un amico con le caratteristiche del rapporto “Padre Padrone” ma questo argomento, richiede degli approfondimenti che ora lascerei da parte. Il nostro amico animale entrerà a far parte della nostra vita e della nostra famiglia e per questo è molto importante che sia iscritto all’anagrafe canina e che sia microchippato, in ottemperanza alla legge che lo prevede; ma anche perché qualora si allontanasse, avremo più possibilità di ritrovarlo. Coloro che maltrattano, abbandonano o causano la morte degli animali sono puniti dalla legge. Essere un vero amico di un animale d’affezione significa soprattutto esserne responsabile: purtroppo in tanti amano gli animali come i cani e i gatti, ma pochi li conoscono davvero: la mancata conoscenza delle caratteristiche di specie è la maggiore causa degli abbandoni.

I canili sono nati per ospitare quei cani vaganti che nessuno reclama con l’obiettivo di contrastare il randagismo, un fenomeno che è inesistente in Valle d’Aosta. Tuttavia, ciò che generalmente porta a saturare la nostra struttura regionale sono gli abbandoni volontari da parte di quei proprietari che, per i più svariati motivi, chiedono di poter lasciare in canile il loro animale.

Il canile/gattile regionale oggi ospita mediamente 180 cani e 80 gatti provenienti da situazioni diverse, il contesto urbano o l’ambiente rurale; questo dato evidenzia la necessità di promuovere apposite azioni da parte degli amministratori nei confronti delle adozioni consapevoli.

Per questo motivo negli ultimi 3 anni il CELVA, si è speso per promuovere una convenzione tra tutti i 74 Comuni valdostani e l’associazione AVAPA per promuovere la cattura dei cani vaganti e, nel caso non fosse possibile restituirli ai proprietari, di portarli in canile.

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Al tempo stesso, per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nell’adottare i comportamenti più consoni al rispetto del proprio animale, degli altri individui e della proprietà privata e collettiva, il CELVA, assieme all’Assessorato regionale alla sanità, salute e politiche sociali, all’Azienda USL della Valle d’Aosta, all’Ordine regionale dei Medici veterinari e all’AVAPA hanno collaborato a “Mi Fido di Te”, una campagna informativa no profit di respiro regionale, dedicata alla lotta al randagismo.

“Mi Fido di Te” si è fatta forte di due partecipazioni d’eccezione. Per la prima volta insieme, i campioni olimpionici valdostani Federico “Chicco” Pellegrino  e Federica Brignone, hanno scelto di prestare del tutto gratuitamente il proprio volto ed entusiasmo a favore di un importante impegno sociale e di una campagna di responsabilità sociale. Li ha accompagnati in questa avventura Simba, il cucciolo di Chicco, un “campione” di fedeltà assoluta.

Federica e Chicco sono il simbolo di come nella vita ci vogliano impegno e sacrificio per arrivare ai propri obiettivi; sono i migliori testimonial per comunicare anche al pubblico valdostano più giovane il concetto di diritto/dovere insito nel rapporto degli uomini con gli animali. Un grazie di cuore per il loro impegno e anche a tutti coloro che hanno partecipato a questo importante progetto di civiltà.

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