
L’Europa guarda ai borghi delle aree rurali, per incoraggiare lo sviluppo socio-economico. E’ stato presentato a Bruxelles il piano per gli “Smart villages”, con una strategia che si basa su sedici iniziative (seminari, conferenze, progetti pilota) per migliorare l’attuazione delle politiche Ue a sostegno delle aree rurali.
Tra le azioni vi è anche un bando di gara per progetti pilota sui villaggi intelligenti eco-sociali (smart eco-social villages). Obiettivo delle Direzioni generali Politiche Regionali e Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione, è individuare driver e fattori di successo per i villaggi intelligenti. Economia vitale, condizioni di vita attraenti, eco-sostenibilità, accesso alla tecnologia e connettività sono i pilastri che contribuiscono allo sviluppo delle aree rurali attraverso i borghi con le loro comunità.
Obiettivo del bando è trovare esempi concreti e best practice per superare le sfide che affrontano le aree rurali come la disoccupazione, i servizi insufficienti e lo spopolamento. Esempi significativi e pratici potrebbero includere, ad esempio, progetti che promuovono la cooperazione tra agricoltori, e altre categorie produttive attive nelle zone rurali. Filiere, dunque, vettore di sviluppo.
Le diverse zone rurali di tutta Europa si trovano ad affrontare sfide simili. Il risultato del progetto, pertanto dovrebbe mirare a trarre conclusioni che sono applicabili in tutta l’Unione europea, tenendo conto della diversità delle situazioni che si applicano in tutti i paesi e le regioni dell’UE.
(fonte Uncem)